Recap: Sleepy Hollow (1×02) – “Blood Moon”


Andata in onda la seconda puntata di Sleepy Hollow ed eccoci qui, di nuovo, pronti per il recap, che spero riuscirà a diventare un appuntamento fisso (compatibilmente con l’uscita dei sottotitoli, perchè senza non riesco a seguire benissimo la lingua inglese). Per adesso vi regalo anche in questo link il recap della prima puntata, nel caso ve lo foste perso.

Come la scorsa volta, breve elenco di ciò che è andato bene, ciò che è andato meno bene e ciò che è andato male:

  • Si parte subito con la presenza di un caso di puntata, annunciato dalla defunta moglie di Ichabod in sogno. Come detto già la scorsa volta, per far affezionare il pubblico la componente verticale nelle puntate sarebbe stata fondamentale. Io non ne vedevo una via buona per realizzarlo, gli sceneggiatori ce l’hanno fatta.
  • Misteri, tensione e componenti fantascientifiche/esoteriche sono costruiti con una certa tensione, che viene spesso inframezzata da battute ironiche atte a stemperarla.
  • Potrebbe sembrare quasi alla lontana una nuova versione di “Supernatural”, con la differenza che in questa serie vi sono moltissimi riferimenti al passato dei personaggi principali e la mitologia a cui si affida è già ben radicata e ben chiara (mentre in Supernatural ci è voluto  un po’ per capire dove andasse a parare).
  • La protagonista del caso di puntata è Selina di Abbadon, una strega bruciata al rogo, credibile come personaggio cattivo e molto presente in scena, con scene horror che non credevo sarebbero state realizzate così bene per una serie tv.
  • Il Cavaliere senza Testa si è preso una settimana di vacanza, dato che non si è per nulla visto in questa puntata. Defezione fatta però in favore del “Poliziotto col collo staccato” (da ora in poi lo chiamerò così), morto nel finale della scorsa puntata e clamorosamente resuscitato (da chi? Da che cosa?). Inspiegabile come tutta la polizia di Sleepy Hollow non si sia accorta della improvvisa scomparsa del suo corpo (ma ci sta, siamo in un telefilm, la realisticità può andare a puttane in qualunque momento), come spalla del cattivo per questa stagione potrebbe funzionare più che bene.
  • Leggero passo indietro a livello di interesse per questa puntata rispetto alla scorsa, giustificato dal voler tentare di far ritornare il maggior pubblico possibile. Per ora la scelta paga, avendo la serie finora per solo un milione e mezzo di ascoltatori rispetto alla premiere.

Voto: 6/7

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Recap: Sleepy Hollow (1×01) – “Pilot”


Inizio con questo articolo una cosa che già era nei miei progetti quando decisi di creare il blog, ma, per vari motivi, con il blog nato in un periodo in cui molte delle serie che seguivo si trovavano già a metà stagione, non ho mai tentato di iniziare. Quello che vorrei fare è tentare di prendere qualche serie tv (non tutte quelle che seguo, un paio dire) ed analizzarle episodio per episodio.

Ovviamente da qui in poi si sta facendo tantissimo SPOILER.

Sleepy Hollow
(setrie TV, stagione 1)
Rete Americana: FOX
Creatore: Alex Kurtzman, Roberto Orci, Phillip Iscove, Len Wiseman
Cast: Tom Mison, Nicole Beharie, Orlando Jones, Katia Winter
Genere: Thriller, Fantasy

Su questa serie avevo abbastanza dubbi devo dire. Eppure visto l’episodio pilota ne sono rimasto abbastanza affascinato. Di lavoro da fare ce n’è e di dubbi da sciogliere ce ne sono, visto che è sempre bene non giudicare una serie dal solo episodio pilota, ma se il suo proseguimento saprà essere all’altezza del pilota, penso che saremo davanti ad una buonissima serie.

La serie vede Ichabod Crane, il protagonista de “Il mistero di Sleepy Hollow” (reso celebre dal film di Tim Burton), catapultato nel nostro tempo, 250 anni dopo la sua morte, proprio nella cittadina di Sleepy Hollow. Assieme a lui arriverà anche il Cavaliere senza testa chje inizierà a perseguitare alcuni abitanti della cittadina.

L’episodio parte proprio con la narrazione della morte di Ichabod, avvenuta durante una battaglia tra lui stesso e un cavaliere, a cui luit, in punto di morte, taglierà la testa. Subito dopo il buon Ichabod risorge, ma si ritrova proprio a Sleepy Hollow. Questo flashback, usato come espediente narrativo, sarà poi ripreso lungo tutto l’episodio, attraverso continui flashback che riporteranno al rapporto di Ichabod con la moglie e faranno salire a galla alcuni misteri.

Ora, nel recap io non voglio tanto concentrarmi sul raccontare per filo e per segno la trama, ma tenere a mente alcuni punti. Questo episodio, come episodio introduttivo funziona perchè:

  • Il personaggio di Ichabod è intrigante, ironico, elegante, spaesato, come è normale che sia. Inoltre l’attore che lo interpreta, tale Alex Kurtzman, ha quell’accento elegante che rimanda molto con la testa all’epoca fine-settecentesca.
  • Ci vengono presentati subito i personaggi principali, mentre un paio di essi vengono già fatti fuori senza molti giri dal Cavaliere Senza Testa.
  • La costruzione di questo episodio, con flashback rievocativi ed esplicativi, contribuisce in una buona maniera a creare la giusta tensione. Tensione che a volte verrà stemperata dall’ironia del protagonista.
  • Ci vengono subito presentati anche alcuni misteri: gli abitanti di Sleepy Hollow che però ne sono maggiormente coinvolti sono giusto quelli che moriranno subito. I misteri tra l’altro sono “biblici”, riguardano i Cavalieri dell’Apocalisse, in particolare il Cavaliere della Morte (e si sa i misteri biblici tirano un sacco. O almeno tirano me!)
  • Gli ascolti dell’episodio si sono attestati intorno ai 10 milioni di telespettatori che sicuramente caleranno già dal secondo episodio. Sarà necessario aggiungere una componente verticale alle trame e non puntare solo sull’orizzontalità, altrimenti gli spettatori se ne andranno prestissimo e la serie non avrà futuro. E purtroppo in questo pilota non ho visto molti spunti per creare qualcosa di verticale, vedremo cosa hanno preparato gli sceneggiatori.
  • Sulla scena finale ho fatto proprio un bel saltino. Vi dò un aiutino. Nei film horror se c’è una cosa che mi fa veramente paura sono le scene allo specchio. Giungete alle vostre conclusioni.

Voto: 7,5

The O.C. – Stagione 3


The O.C.
(serie tv, stagione 3)
Episodi: 25
Creatore: Josh Schwartz
Rete Americana: FOX
Rete Italiana: Italia 1, Mediaset Premium, FOX
Cast: Peter Gallagher, Kelly Rowan, Ben McKenzie, Mischa Barton, Adam Brody, Rachel Bilson, Melinda Clarke, Autumn Reeser, Willa Holland, Jeri Ryan, Ryan Donowho, Eric Mabius, Cam Gigandet, Nikki Reed
Genere: Drama

La trama in breve: La storia riprende tre mesi dopo la sparatoria che ha coinvolto Marissa, Trey e Ryan nell’ultimo episodio della stagione precedente, con le indagini che si trovano ad un punto morto a causa del coma prolungato di Trey. La storia tra Ryan e Marissa vedrà una svolta quando il nuovo garante della disciplina della Harbor, Jack Hess, decide di espellere Marissa. Alla Newport Union lei incontrerà Johnny e stringerà con lui una forte amicizia. Nel frattempo dopo la morte di Caleb e la lettura del testamento in cui si scopre che il Newport Group è in bancarotta, Sandy decide di prendere le redini dell’organizzazione, con l’intento di creare un nuovo ospedale. La storia tra Summer e Seth invece procede tra alti e bassi.

Nella recensione che feci della seconda stagione, anticipai che ormai il cosiddetto “Salto dello squalo” da parte della serie era già stato fatto e che questa terza stagione avrebbe, nel bene e nel male, rappresentato la sua fine, cosa che poi è effettivamente successa a causa di un calo vertiginoso degli ascolti (60% in meno rispetto alla stagione precedente, con un passaggio da 10 milioni di telespettatori a soli 4 della terza stagione).

Ed anche per me questa stagione è stata, tra le quattro, quella che mi ha allontanato di più. Il motivo io lo trovo principalmente in una cosa: alcune storie diventano abbastanza inverosimili, alcune vengono tirate troppo per la lunga, i nuovi personaggi non sanno reggere il confronto con i vecchi. Per esempio, Johnny, interpretato da Ryan Donowho, non ha niente a che vedere con Zach della seconda stagione. Kevin Volchek, interpretato da Cam Gigandet, vorrebbe tanto essere il nuovo Trey, ma non ci riesce.

Per non parlare poi della storia più irritante dell’intera terza stagione: quella che vede protagonisti Jack Hess, interpretato da Eric Mabius, Marissa, Ryan, Summer, Seth e Taylor, interpretata da Autumn Reeser. In primo luogo io mi chiedo come a nessun personaggio del telefilm sia venuto in mente di sfanculare Jack Hess deridendolo per il suo cognome. Sì, perchè ok, si scrive Hess, ma la sua pronuncia è molto simile se non identica a “ass”. E io di farmi rovinare la vita da uno che si chiama testualmente “Giacomo Culo” (Nonciclopedia decide, per rendergli omaggio, di chiamarlo “Professor Culo”) o, se letto tutto attaccato, “Asino”, non è che ne avrei troppa voglia.

Per questi motivi la stagione procede in maniera abbastanza fiacca e stanca, per poi raggiungere, con gli episodi finali, quell’intensità emotiva propria degli ultimi episodi della seconda stagione, cercando almeno di salvare quello che si poteva salvare. Ed è proprio con questi episodi che la terza stagione riacquista un bel po’ di valore. Tra parentesi il finale di stagione, morte di Marissa a parte, sarebbe potuto essere anche un perfetto finale di serie.

Episodio Preferito: Episodio 24 – L’uomo dell’anno
Voto: 6/7

New Girl – Season Finale: “Elaine’s Big Day”


Altro giro, altro finale di stagione. Stavolta è il turno della sitcom con Zoey Deschanel, “New Girl”. Ma prima, il solito riepilogo.

Come già detto in precedenza, io le poche sit-com che seguo, non riesco a seguirle di settimana in settimana, ma ci sono dei giorni, delle serate, in cui mi dedico a dei mega-recuperoni da sei o sette puntate. Così ho fatto anche sia con la prima sia con la seconda staghione di questa sit-com assolutamente freschissima e divertente.

Una cosa riscontrata già verso la fine della prima stagione, ma vista prepotentemente soprattutto nella seconda, è stato lo spostamento dell’attenzione sui protagonisti. Se all’inizio ti concentri sul fatto che Jessica è una ragazza completamente fusa, e questo ti fa ridere, col passare del tempo l’attenzione e l’attesa che succeda qualcosa di geniale si sposta tutta su Schmidt, personaggio assolutamente idolesco e senza ombra di dubbio il più divertente dell’intera serie.

In questo season finale, che voi lo vogliate o no, il protagonista indiscusso è proprio Schmidt, intento a rovinare in qualunque modo il matrimonio della sua adorata Cece. Questa è la trama del finale di stagione e non è che ci aspettassimo di più. Fa ridere, probabilmente la puntata più divertente di entrambe le stagioni, visto che comunque già in questa ci sono state molte puntate riempitivo in cui il divertimento era un po’ calato. Questo episodio rialza gli standard e regala venti minuti di risate assicurate.

Spazio anche per una comparsata di Taylor Swift, che ha un ruolo più importante di quanto si immagini e nel giro di pochi secondi riesce anche a fare una battuta ironica sulla sua altezza. Molto bene!

Voto alla seconda stagione: 6,5
Voto al season finale: 7,5

Glee – Season Finale: “All or Nothing”


Ci siamo. Ecco, che è purtroppo iniziata la settimana dei season finale. Molte stagioni delle serie televisive che seguo stanno finendo, ma ciò non dispiace soltasnto a me, dispiacerà anche a voi che in questa settimana leggerete tutti i miei commenti, divinatori o acidissimi, su tutti i season finale che vedrò in questa settimana. Ovviamente in attesa della superclassifica di fine stagione! UHHHHHHHHHH!!!!! Ma prima di cominciare, un breve recap su tutti i finali di stagione da me commentati in precedenza!

Homeland (stagione 2)
Fringe (stagione 5)
American Horror Story: Asylum (stagione 2)
Banshee (stagione 1)
Pretty Little Liars (stagione 3)
The Walking Dead (stagione 3)
Utopia (stagione 1)
Spartacus: War of the Damned (stagione 3)
Broadchurch (stagione 1)
Mario (stagione 1)
The Following (stagione 1)
The Americans (stagione 1)

Abbiamo avuto a che fare con una quarta stagione di questa serie che più scialba non si può. Dall’inizio della stagione non ricordo una puntata una che fosse particolarmente memorabile, complice soprattutto il cambio di cast e la scarsa, scarsissima fiducia nei nuovi personaggi. Essì, perchè dei nuovi personaggi interessanti, come Unique e Ridley, ci sarebbero, solo che molto spesso ci si è dimenticati di loro e la trama orizzontale della quarta stagione è un pochino andata a farsi friggere.

Ora, di parlare di tutte le varie storie d’amore finite, prese, riprese, sperimentate, non è che mi vada molto. Preferirei più che altro insistere sul fatto che non riesco a ricordare nemmeno una performance musicale particolarmente affascinante in tutta una stagione (tranne forse nelle primissime puntate “Some Nights” dei Fun e, proprio nell’ultima, “Hall of Fame”).

Per il resto personaggi che sono diventate macchiette e la continua insistenza su questa storia del duo (che poi diventerà un trio) di New York che, francamente, per quanto mi riguarda, si sarebbe anche potuta evitare. E poi, lasciatemelo dire. Io odio alla follia Rachel Berry. Il suo personaggio è tutto, tutto, tutto costruito su un canovaccio talmente ripetitivo che alla lunga (che per me è durata una stagione scarsa), rompe veramente le palle.

Giusto per rendervi partecipi di come, secondo me, è costruito il suo personaggio:

  1. Sono la più figa di tutte e me la meno
  2. Arriva il primo personaggio a caso che passa e mi smonta
  3. Non sono più la più figa di tutte, non me la meno più e mi deprimo
  4. Canto una canzone tristissima e alla fine della canzone scoppio a piangere
  5. Arriva il belloccio di turno (Finn o il suo sostituto di questa stagione di cui nemmeno ricordo il nome) a consolarmi
  6. Sono di nuovo allegra e felice
  7. Ripartire dal punto 1 e ripetere ALL’INFINITO

Dovevo parlare del season finale, giusto. Le Nuove Direzioni hanno, di nuovo, vinto le regionali. Questi sono più imbattuti della Juve di Conte nel 2011/2012 e del Milan di Capello di non so che anno. Per il resto tutte o quasi le storie finiscono senza che se ne aprano delle nuove. Blaine vuole sposarsi Kurt (ok, Ryan Murphy, tu sei l’Almodòvar delle serie tv, con le dovutissime proporzioni, una storia omosessuale ce la devi sempre mettere dentro così come fai anche nel tuo capolavoro “American Horror Story” e nel tuo nuovo “The New Normal”, ma per favore, a Blaine è venuta voglia di sposarsi così dal nulla? Spero avrò scampo in qualche modo dal loro matrimonio). Per fortuna ci hanno risparmiato l’ennesimo successo musicale di Rachel Berry. Purtroppo al provino non l’hanno rimbalzata violentemente, ma non si sa bene come sia andata la cosa. Una delle tante cose di cui non mi interesserò nella prossima stagione. Arrivederci a settembre. Forse. MEGAFORSE.

Voto alla quarta stagione: 5
Voto al season finale: 4

The Following – Season Finale: “The Final Chapter”


Siamo arrivati ormai nel mese di Maggio, mese in cui molte delle serie tv che sto seguendo vedranno il loro season finale, motivo per cui questo blog sarà un po’ invaso da serie tv in questo mese. Bisognerà pur parlarne no? Comunque, questa è la prima serie tv di cui è andato in onda il finale, ormai tre giorni fa.

Una serie tv che nel corso della sua durata, nei 15 episodi, non è mai riuscita a prendermi del tutto, nonostante all’inizio ritenessi ciò di cui parlava abbastanza interessante. Dopo i primi due o tre episodi ben girati ma che non eranop riusciti a convincermi appieno, la serie è abbastanza calata, tanto che non ho avuto l’interesse di seguirmela settimana per settimana, ma ho dovuto recuperarmela in tronconi di tre o quattro episodi alla volta. Ciò è abbastanza indicativo di quando una serie sta calando.

Se il calo lo abbiamo però alla prima stagione bisogna farsi qualche domanda. Posto che è una serie comunque discutibile, nel senso che leggendo commenti vari sparsi per i forum e per la rete c’è chi l’ha abbastanza apprezzata e chi l’ha schifata totalmente. Io mi sono ritrovato abbastanza nel mezzo, nel senso che non mi ha fatto schifo, ma non è nemmeno una serie riuscita ad entrarmi per bene nel cuore.

Il season finale l’ho trovato interessante ma quasi per nulla coinvolgente. Ci lasciano due personaggi abbastanza importanti, il cliffhanger di chiusura e di apertura per una seconda stagione l’ho trovato abbastanza telefonato, mentre abbastanza interessanti si sono rivelati i dialoghi, forse il punto di forza di questo episodio, ma non certo dell’intera serie.

Non so se continuerò a seguirla sperando in un qualcosa di migliore o se abbandonerò qui. Ho un anno di tempo per decidere e temo che nel frattempo troverò un qualche rimpiazzo.

Voto alla prima stagione: 5,5
Voto al season finale: 5/6