Attacco al potere – Olympus Has Fallen


USA 2013
Titolo Originale: Olympus Has Fallen
Regia: Antoine Fuqua
Sceneggiatura: Katrin Benedikt, Creighton Rothenberger
Cast: Gerard Butler, Aaron Eckhart, Melissa Leo, Radha Mitchell, Morgan Freeman, Ashley Judd, Dylan McDermott, Cole Hauser, Angela Bassett, Han Soto, Robert Forster, Rick Yune, Arden Cho, Tory Kittles, Sean O’Bryan, Amber Dawn Landrum
Genere: Azione

La trama in breve: Mike Banning, agente della sicurezza del Presidente degli Stati Uniti, viene sollevato dall’incarico per aver soccorso solamente il Presidente e non la first lady a seguito di un incidente automobilistico, nel quale la first lady perderà la vita. 18 mesi dopo, durante una visita del presidente della Corea del Sud alla Casa Bianca, un gruppo di estremisti nordcoreani assedia la Casa Bianca.

Io con questi film, piuttosto tamarri, ho un rapporto di amore ed odio. Odio perchè sono fondamentalmente tutti uguali, visto il primo film del genere li hai visti tutti e non c’è via di scampo. Amore perchè talvolta, o quasi sempre, basandosi sul fatto che abbiamo un unico personaggio che si traveste da Superman, si riescono a tirare fuori scene assurde e frasi epiche all’insegna del trash puro.

In questo film manca quasi completamente la componente trash che me lo avrebbe fatto apprezzare. Sì, il personaggio interpretato da Gerard Butler è un superuomo immortale che da solo salva la Casa Bianca da una montagna di terroristi, il problema è che raramente fa divertire.

Altro motivo di disprezzo per il film è il patriottismo spintissimo che fa trasparire. Va bene, gli americani lo fanno praticamente in ogni loro film, soprattutto in quelli d’azione e, perchè no, anche in quelli sui supereroi. Ma qui si esagera veramente. Guardiamo questo film e alla fine ne usciamo “consapevoli” di quanto gli Stati Uniti siano una bella nazione. O per lo meno, nei film ce la dipingono così.

Voto: 5

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Now You See Me – I maghi del crimine


USA 2013
Titolo Originale: Now You See Me
Regia: Louis Leterrier
Sceneggiatura: Ed Solomon, Boaz Yakin, Edward Ricourt
Cast: Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Morgan Freeman, Isla Fisher, Woody Harrelson, Mélanie Laurent, Michael Caine, Dave Franco, Common, Michael Kelly, David Warshofsky, Laura Cayouette, Conan O’Brien, Elias Koteas
Genere: Thriller

La trama in breve: Un team formato dai più grandi illusionisti del mondo da tempo si dedica a grandi colpi quali rapine in banca, mettendole in scena addirittura durante i loro spettacoli. L’FBI si mette sulle loro tracce, grazie anche all’aiuto del famoso illusionista Thaddeus Bradley.

Viste le magrissime uscite di questa estate cinematografica, questo film è un vero e proprio fulmine. Interessante, intrigante, teso al punto giusto. E poi, soprattutto, c’è la componente magica che rende il tutto molto più affascinante di quanto già non sia nel momento in cui ti limit a leggere la trama.

Una delle cose più difficili in questo genere di film è creare un prodotto che funzioni e sia intrigante in ogni minuto della sua durata. Questo prodotto ci riesce discretamente, a volte forzando un po’ la mano con situazioni al limite dell’assurdo e con un finale non dico “classico”, di più.

I protagonisti se la cavano tutti più che bene, ognuno con la propria espressività riesce ad interpretare al meglio il suo ruolo. Interessantissimo il personaggio interpretato da Morgan Freeman, più che altro per una questione personale: io più che dai maghi, sono sempre stato molto affascinato da chi svela i loro trucchi. E il suo personaggio è perfetto!

Voto: 7+

Oblivion


USA 2013
Titolo Originale: Oblivion
Regia: Joseph Kosinski
Cast: Tom Cruise, Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Andrea Riseborough, Nikolaj Coster-Waldau, Zoë Bell, Melissa Leo
Genere: Fantascienza, Azione

La trama in breve: Jack Harper è un marine numero 49 che risiede in una dimora ultratecnologica posta ad un altitudine molto elevata rispetto al terreno. Il suo compito è eliminafre dalla Terra gli ultimi Scavengers rimasti, una razza aliena che durante un’invasione anni prima aveva distrutto la Luna, provocando grandissimi cambiamenti climatici su tutta la superficie terrestre.

Nonostante avessi una discreta attesa riguardo questo film, nelle ultime settimane guardando bene il trailer e leggendo bene la trama della pellicola mi ero già fatto un’idea ben precisa riguardo al fatto che mi sarei trovato davanti ad un normale film d’azione la cui ambientazione post-apocalittica e le molte, moltissime astronavi l’avrebbero fatta da padrone.

La mia paura, dato che i film di questo tipo non sono assolutamente il mio genere, anzi, normalmente mi annoiano in una maniera incredibile, alla fine è risultata ben confermata tanto da far scattare in me, il confronto con un altro film visivamente abbastanza simile, ma che con alcune riflessioni “scientifiche” (o forse meglio dire fantascientifiche) e grazie ad alcuni personaggi costruiti davvero bene, mi aveva colpito abbastanza ion positivo. Sì, sto parlando del “Prometheus” di Ridley Scott.

Ora, non che questa produzione sia da buttare completamente, comunque i buoni intenti ci sono per creare un film che va visto quando si ha la chiara intenzione di spegnere il cervello per un paio d’ore. E il suo lavoro lo fa anche abbastanza bene. Ma alla fine del film che cosa è rimasto? Niente di che, il solito film normale, fracassone (ma neanche così tanto), che non aggiungerà nessun nuovo capitolo alla storia del cinema ma che, anzi, tra un paio di settimane ce lo saremo completamente dimenticati.

Voto: 5/6

Il cavaliere oscuro – Il ritorno


Con considerevole ritardo sono riuscito finalmente a guardarmi il film evento dell’anno, la conclusione della saga de “Il cavaliere oscuro”, inaugurata da Chritopher Nolan nel 2005 con “Batman Begins” e proseguita nel 2008 con il capolavoro “Il cavaliere oscuro”, con la spettacolare interpretazione del Joker da parte del compianto Heath Ledger. Ora ripercorriamo brevemente i due capitoli precedenti.

Batman Begins
Devo dire che quando lo vidi per la prima volta non mi impressionò particolarmente, ma riguardandolo un paio di volte sono abbastanza riuscito a rivalutarlo. Continuo a ritenerlo, visto anche l’ultimo episodio, il “peggiore” dei tre. Apprezzo moltissimo le atmosfere dark e come Nolan ha saputo rendere i personaggi principali, non mi ha invece particolarmente entusiasmato la trama.
Voto: 7-

Il cavaliere oscuro
Questo è stato decisamente il film che mi ha fatto innamorare della saga. Rimangono le atmosfere, la trama stavolta prende di più, grazie soprattutto alla straordinaria, veramente straordinaria, interpretazione del Joker da parte di Heath Ledger. Un film che è stato, grazie al suo personaggio principale (e guai a chi mi viene a dire che in quel film il personaggio principale fu Batman), l’esaltazione dell’anarchia, dell’imprevedibile, dell’essere fuori da ogni schema, grazie soprattutto ad uno sviluppo della storia e ad un finale fuori dagli schemi.
Voto: 9

USA 2012
Titolo Originale: The Dark Knight Rises
Regia: Christopher Nolan
Cast: Christian Bale, Anne Hathaway, Tom Hardy, Michael Caine, Marion Cotillard, Joseph Gordon-Levitt, Gary Oldman, Morgan Freeman, Nestor Carbonell, Liam Neeson, Cillian Murphy, Matthew Modine, Alon Aboutboul, Josh Pence, Juno Temple, Ben Mendelsohn, Daniel Sunjata, Burn Gorman, Josh Stewart, Tomas Arana, Tom Conti, William Devane, Christopher Judge
Genere: Azione, Supereroi

La trama in breve: Otto anni dopo gli eventi narrati ne “Il cavaliere oscuro”, Gotham City, grazie al decreto Dent, visto dall’intera popolazione come un eroe, sta vivendo un periodo di pace. Batman è scomparso dalla circolazione, e Bruce Wayne assieme a lui. Il commissario Gordon, che si sente in colpa per aver coperto la verità su Harvey Dent, sta preparando un discorso per rivelarla alla popolazione. Durante una missione però viene rapito dallo spietato Bane, che nel giro di poco tempo inizierà a terrorizzare Gotham.

L’atto finale di questa grande saga, che ha raccolto miliono e milioni di spettatori in tutto il mondo è, secondo il mio personalissimo parere, un passo indietro rispetto al suo secondo capitolo. Difficile era confermarsi sui suoi livelli e ancora più difficile trovare un cattivo all’altezza di colui che mi fece letteralmente innamorare. Bane in fondo lo ritengo un buon cattivo, purtroppo a causa del suo volto coperto è difficile valutarne l’interpretazione di Tom Hardy, così come c’è da spararsi (oppure da sparargli) per come Filippo Timi, il suo doppiatore italiano, ha reso la voce del suo personaggio.

Tutto molto convenzionale, seguendo uno schema classico che viene battuto in tutti i più grandi colossal. La confezione, come in ogni film firmato Nolan, è assolutamente perfetta, forse forse il film dura un po’ troppo (ed è secondo me uno dei difetti insiti nel regista, anche se in molti film la durata è necessaria, qui probabilmente si poteva farne a meno). La decisione di inserire molti personaggi e di dare un’importanza molto maggiore al detective Blake, interpretato dal perfetto Joseph-Gordon Levitt, può aver pagato da un certo punto di vista, mentre dall’altro può aver creato confusione.

La critica mossa da qualcuno è che il film stravolge la storia del fumetto. Io dico questo: non ho letto il fumetto, ma anche se lo avessi fatto non mi sarei aspettato di certo assoluta fedeltà. Le trasposizioni cinematografiche hanno esigenze ben precise e qualche scelta va compiuta già a livello di sceneggiatura. In ogni caso la storia narrata, pur stravolgendo il fumetto (non so se sia vero o meno), funziona eccome.

Un ultima considerazione sul protagonista Christian Bale. E’ un attore che adoro, e lo adoro veramente tanto, mi è piaciuto praticamente in tutti i suoi ruoli precedenti (mi manca American Psycho, che dicono sia il meglio da lui raggiunto). Un’interpretazione ottima in tutti i tre film della saga, che lo consegnerà di certo alla storia.

Voto: 7,5

Se7en


Se in questo periodo David Fincher è uno dei registi di thriller più in auge e più ricercati dalle produzioni d’oltreoceano, il merito va sicuramente ai due cult movie “Fight Club” e “Se7en”. E’ proprio del secondo che vi voglio parlare oggi, che grazie alla sua trama, alla costruzione dei personaggi protagonisti della storia e all’ambientazione, è riuscito a catturarmi in maniera molto molto particolare, in un genere che apprezzo moltissimo.

La trama in breve: William Somerset (Morgan Freeman), agente prossimo alla pensione, viene incaricato di occuparsi di un caso insieme al detective David Mills (Brad Pitt), designato a subentrare al posto dell’anziano collega una volta in pensione. Vengono chiamati sulla scena di un efferato delitto, in cui un uomo, obeso, è stato legato e costretto a mangiare a dismisura, fino a scoppiare. Il giorno seguente, l’avvocato Eli Gould viene ritrovato morto e mutilato. L’avvocato, noto per aver difeso ed essere riuscito a far assolvere ogni sorta di criminale, viene ritrovato nel suo ufficio, sul cui pavimento è scritta, col suo stesso sangue, la parola “Greed” (avarizia). Poco più tardi Somerset trova sul luogo del primo delitto un incisione con la scritta “Gluttony” (gola). Ciò porta entrambi a convincersi di avere a che fare con un assassino seriale, che uccide chiaramente le proprie vittime basandosi sui peccati capitali di cui essi stessi sono colpevoli.

Il film è decisamente entrato nella storia del genere soprattutto grazie all’interpretazione di Kevin Spacey. D’altronde l’ha detto pure CapaRezza in una sua recente canzone “And the winner is… Kevin Spacey”. Il personaggio da lui interpretato, lo spietatissimo assassino, provocatore, predicatore John Doe, è quanto di meglio si possa chiedere ad un serial killer in un film. Anche un Brad Pitt, ormai non più tanto agli inizi, affiancato dallo straordinario e più esperto Morgan Freeman, così come ciò che succede sul set si rispecchia nel film. Mentre Somerset è un poliziotto riflessivo, dotato di grande esperienza e calma nell’affrontare i problemi del suo lavoro, l’inesperienza di Mills si rispecchia nel suo carattere. Impulsivo, talvolta ai limiti del violento e talvolta ancora pessimista.

Lo sviluppo della trama avviene su un ritmo costante. Non essendo un film d’azione, ai registi non è interessato condire il film con inseguimenti, sparatorie o quant’altro (cosa che ormai viene usata e abusata fin troppo), ma ci si concentra sui dialoghi, sulle indagini, si dà qualche sguardo alla vita privata dei due protagonisti. Importante è il personaggio di Tracy Mills, moglie di David, interpretata da Gwyneth Paltrow, che fa da spalla e consigliere in alcune scene ambientate in casa Mills.