La maledizione di Chucky


USA 2013
Titolo Originale: The Curse of Chucky
Regia: Don Mancini
Sceneggiatura: Don Mancini
Cast: Brad Dourif, Fiona Dourif, Danielle Bisutti, A Martinez, Brennan Elliott, Maitland McConnell, Summer H. Howell, Chantal Quesnelle, Candace Smith, Kevin Anderson, Jennifer Tilly, Alex Vincent
Durata: 97 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Nica è una ragazza paraplegica che vive con la madre. Un giorno, per posta, le arriva la bambola di Chucky da un mittente misterioso. La mdre la butta via, ma la notte stessa viene trovata morta a causa di una pugnalata che sembra essersi autoinflitta.

Non sono mai stato un grandissimo fan della saga della “Bambola assassina”, anzi, penso di aver visto il primo film, che mi è piacicchiato senza farmi particolarmente godere, poi il secondo e poi l’ho abbastanza abbandonata saltando alcuni titoli. Questa produzione si tratta del sesto capitolo della saga, prodotto a quanto pare solo per l’home video, perchè non mi pare di aver letto o sentito notizie su un’uscita nei cinema.

In questo sesto capitolo, che sembra quasi essere una produzione low-budget, assistiamo ad une vera e propria ed assurda carneficina ad opera della famosa bambola, sulla quale scopriremo inoltre alcuni (poco) interessanti retroscena. Non vi è una vera e propria costruzione della tensione, basandosi più che altro su sussulti improvvisi.

Nemmeno la parte ilare, che nei primi due capitoli, anche se relativamente, funzionava, è particolarmente curata e il cast mi è sembrato composto prevalentementi da mezzi cagnacci. Per Halloween voglio vedere un horror vero. Ho già pronte un paio di chicche di cui sul web si parla molto molto bene, vedrò se riuscirò a godermele, dato che di andare ad una festa in maschera in discoteca non se ne parla. Ma mai nella vita!

La maledizione di Chucky

Voto: 4,5

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Aspirante vedovo


Italia 2013
Titolo Originale: Aspirante vedovo
Regia: Massimo Venier
Sceneggiatura: Massimo Venier, Ugo Chiti, Massimo Pellegrini
Cast: Fabio De Luigi, Luciana Littizzetto, Alessandro Besentini, Francesco Brandi, Roberto Citran, Bebo Storti, Ninni Bruschetta, Clizia Fornasier, Fulvio Falzarano, Andrea Bruschi, Stefano Chiodaroli, Paolo Pierobon
Durata: 84 minuti
Genere: Commedia

La trama in breve: Alberto Nardi è un piccolo imprenditore, sposato con la ricchissima Susanna Almiraghi, che il più delle volte gli paga i debiti. Entrambi stufi della loro relazione, continuano a portarla avanti ognuno per il proprio interesse: Alberto per i soldi, Susanna per tenacia. Presto però Susanna sarà vittima di un incidente aereo e Alberto erediterà tutte le sue ricchezze. Peccato che Susanna sull’aereo incidentato non vi è mai salita, perciò Nardi cercherà di escogitare un modo per uccidere sua moglie ed ereditare tutte le sue ricchezze.

Ah che belli i tempi in cui Fabio De Luigi faceva ridere!!! E non scherzo quando uso il passato imperfetto: nel periodo tra fine medie e per qualche anno delle superiori ho sempre adorato particolarmente Fabio De Luigi, un comico che mi ha sempre fatto ridere moltissimo in qualsiasi produzione fosse coinvolto, fosse con la Gialappa’s o a recitare in “Love Bugs” con la Hunziker e la Canalis poco importava: lui mi faceva ridere in maniera incontrollata. Piano piano però questa sua capacità è andata scemando e se in “Maschi contro Femmine” le parti vagamente interessanti sono quelle con lui in scena, ma con risate considerevolmente ridotte, le due produzioni “La peggior settimana della mia vita” e “Il peggior Natale della mia vita” sono sicuramente il punto più basso toccato da lui e dalla sua comicità. Prima di questo film.

Per la Littizzetto invece la storia è ben altra. Diciamo che è una monologhista decente la cui comicità ho sempre fatto fatica ad apprezzare appieno, della quale però mi sono sempre rifiutato di vedere un film completo. Semplicemente perchè è una comica che io devo prendere a piccole dosi. La ascolto per due o tre minuti e mi fa moderatamente ridere, al quarto minuto inizio a stufarmi, al sesto mi vien voglia di prendere ago e filo e cucirle la bocca (oppure un machete per tagliarle le corde vocali). E se tutti adorano il suo monologo ormai classico della Domenica da Fabio Fazio io sono uno dei pochi che fa veramente, ma veramente fatica a ritenerlo un appuntamento imperdibile della Domenica sera. Anzi.

Dico tutto questo perchè sinceramente sul film ho veramente poco, ma poco, ma poco, da dire. Si tratta fondamentalmente di un remake rivisitato ai giorni nostri del film “Il vedovo” con Alberto Sordi e Franca Valeri, che io a breve penso recupererò giusto per farne un piccolo confronto, che pretende spessissimo di essere una commedia divertente ma che non fa ridere nemmeno per sbaglio sfruttando per lo più i soliti triti e ritriti stili della commedia italiana di questi ultimi anni. Se dunque la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti, magari con qualche risata il film si sarebbe potuto salvare, purtroppo però mancano pure quelle!

Aspirante vedovo

Voto: 3

Recap: Atlantis (1×05) – “White Lies”


Proseguo nella visione della serie tv inglese “Atlantis” con la quinta puntata e, di conseguenza, proseguo anche con i recap!

  • Questa serie è tremendamente discontinua: ci sono puntate totalmente indifferenti, un paio brutte e un altro paio abbastanza belle soprattutto per quanto riguarda la proposta di trama orizzontale che viene data. Se tutte queste tre sensazioni si provano nel giro di soli cinque episodi, sappiamo per bene che gli sceneggiatori o sono degli psicolabili oppure fondamentalmente non sapevano come riempire 13 episodi in modo consistente.
  • La puntata si basa su Ariandhi e sulla ricerca di suo fratello, esisliato tempo fa con l’accusa di tradimento verso il re. Ovviamente la principessa non ha mai creduto a questa versione dei fatti e ci tiene a riabilitare il suo nome. Ancora più ovviamente sarà il nostro protagonista Jason ad aiutarla e, aiutandola, si vede proprio dalla sua espressione quanto trattenga i durelli ogni volta che la vede. In questo l’attore che lo interpreta è bravo: sa che il suo personaggio deve resistere alla tentazione e fa in modo che ciò sembri un vero e proprio sforzo.
  • Lo ripeto ad ogni puntata e non posso farci niente: Ercole mi fa ridere, mi fa proprio morire. E’ un idiota, un imbecille di prima categoria, con dei chiari disturbi ossessivo-compulsivi e delle manie momentanee come lo scarabeo che alleva portandoselo addirittura in missione. Personaggio meglio riuscito di tutta la stagione!
  • Per la seconda volta siamo davanti ad un episodio sopra cui si può decisamente costruire qualcosa per quanto riguarda la trama orizzontale, anzi, è proprio l’episodio con più trama orizzontale di tutti. Ce la faremo a vedere qualcosina di più consistente nei rimanenti episodi, ricordando soprattutto che siamo vicini al giro di boa?

Voto: 7

Dark Skies – Oscure presenze


USA 2013
Titolo Originale: Dark Skies
Regia: Scott Stewart
Sceneggiatura: Scott Stewart
Cast: Keri Russell, Josh Hamilton, Dakota Goyo, Kadan Rockett, J.K. Simmons, L.J. Benet
Durata: 97 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Una famiglia, che vive in una tranquilla casa in periferia, inizia ad essere testimone di strani eventi all’interno della loro abitazione. Presto scopriranno che la loro casa è bersaglio di un attacco alieno che in particolare colpirà un membro della loro famiglia.

Uscita cinematografica recente che non potevo di certo farmi sfuggire. D’altronde le pubblicità parlano chiaro elogiando lo staff di film come lo splendido “Insidious” e il validissimo “The Conjuring” per un film che, pur basandosui su schemi molto classici e già visti, riesce a rivelarsi più godibile del previsto.

Dunque, scena degli uccelli che si fiondano sulla casa a parte (ma questo è chiramente un mio problema, sono ornitofobico), la visione rapisce per tutto il tempo costruendo una tensione che pensavo che un film sugli alieni non mi avrebbe mai potuto regalare. D’altronde l’ultimo film horror sugli alinei che ho visto fu “Signs”, una bestialata pazzesca, quindi questo può essere oro colato a confronto.

Nel cast si segnala la milfissima Keri Russell, protagonista della serie che bisogna per forza guardare “The Americans”, e il valido Josh Hamilton al suo terzo film. Tutto già visto dunque, ma fatto molto molto bene. Peccato per il finale che strizza chiaramente l’occhio ad un possibile sequel, puntando su un colpo di scena abbastanza inverosimile.

Dark Skies

Voto: 6,5

Recap: Dracula (1×01) – “The Blood is the Life”


Nuova serie alquanto interessante nel panorama della NBC e per quanto riguarda questo blog occasione da non farsi assolutamente scappare per dedicarle un appuntamento settimanale per ripercorrerne le puntate passo per passo. Ormai è pieno il mondo di serie tv sui vampiri e io le sto seguendo quasi tutte (“The Vampire Diaries”, “The Originals”, “True Blood”), ma realizzare una serie sul VAMPIRO per eccellenza è una cosa che non ci si può fare scappare da spettatori.

  • Dracula ritorna in vita nell’Inghilterra di fine ‘800 assumendo l’identità di Alexander Grayson per vendicare chi ha ucciso la moglie e lo ha tradito secoli prima. Rivisitazione abbastanza interessante del romanzo di Bram Stoker, con la giusta trama per creare delle stagioni intriganti e che rapiscano gli spettatori.
  • Una delle scene iniziali in cui Grayson si presenta alla folla durante una festa organizzata nella sua abitazione mi ha ricordato enormemente “Il Grande Gatsby”. La cosa gioca moltissimo a favore del personaggio elegante ed enigmatico che la serie NBC ci vuole presentare.
  • La trama della vendetta solitamente tende ad intrigare, anche se in questo primo episodio viene accennata soltanto verso la fine. Un episodio comunque molto buono in cui più che altro conosciamo i personaggi coinvolti tra cui, oltre a Dracula, possono rivelarsi interessanti Jonathan Harker, giornalista e promesso sposo di Mina Murray, con la quale Dracula sembra avere una certa connessione.
  • Vi è inoltre una interessante rivisitazione del personaggio di Van Helsing, che tutti conoscono come il nemico giurato di Dracula, mentre qui non solo sarà colui che lo riporta in vita, ma sarà probabilmente un alleato fondamentale perché la vendetta di Dracula si compia.
  • La bellezza del primo episodio, oltre alle atmosfere dell’Inghilterra Vittoriana che sono elegantissime, sta in una costruzione della tensione fatta in maniera davvero maestosa, grazie anche ad una colonna sonora veramente avvolgente ed ansiogena.

Voto: 7,5

Una piccola impresa meridionale


Italia 2013
Titolo Originale: Una piccola impresa meridionale
Regia: Rocco Papaleo
Sceneggiatura: Valter Lupo
Cast: Rocco Papaleo, Riccardo Scamarcio, Barbora Bobulova, Sarah Felberbaum, Claudia Potenza, Giuliana Lojodice, Giovanni Esposito, Raffele Giorgio Colangeli, Giampiero Schiano, Mela Esposito
Durata: 102 minuti
Genere: Commedia

La trama in breve: Un ex prete viene confinato dalla madre in un faro di sua proprietà, in modo che in paese non si sappia il motivo per cui si è spretato. Al faro inizieranno pian piano ad accorrere alcune persone a lui vicine, come il cognato Arturo la cui moglie è scappata con l’amante, e due sorelle ex prostitute.

Lo ammetto: a parte rarissime eccezioni ho un problema davvero molto serio con il cinema italiano. Perchè? Perchè è confinato ormai ad un solo ed unico genere, mentre i film che potrebbero essere validi non vengono mai presi in considerazione.

Ho un altro problema molto serio io: non sopporto Rocco Papaleo. Ma non lo sopporto nel senso che mi dà proprio fastidio. E’ una di quelle poche persone che anche se facesse una battuta divertente (cosa che comunque con Rocco Papaleo capita molto, ma molto, raramente) penso che non riderei per principio (cosa che faccio in maniera giornaliera con tutte quelle persone che mi stanno sui coglioni ma che vogliono per forza passare per simpatiche).

Poste queste due premesse, sul film sinceramente c’è proprio poco poco da dire. Dominato in scena dal poco, ma proprio poco, pochissimo, divertente Rocco Papaleo, alla fine della fiera ne viene fuori una commediola di cui non si capisce bene da che spunto tanto strano voglia partire e ancora meno si capisce dove Diavolo voglia arrivare.

E il tutto viene messo in scena con un ritmo talmente lento che è da latte alle ginocchia. D’altronde a me Papaleo non fa ridere nemmeno un po’ proprio perchè la sua comicità è lenta, sfiancante, sembra quasi che le battute gliele devi tirare tu fuori dalla bocca, cosa che per un comico risulta davvero insopportabile. Lentezza di Papaleo che si riflette sul suo film, da lui stesso diretto. E qui si capisce tutto.

ZomboDroid24102013062541

Voto: 4

Peaky Blinders – Stagione 1


Peaky Blinders
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 6
Creatore: Steven Knight
Rete Inglese: BBC Two
Cast: Cillian Murphy, Sam Neill, Helen McCrory, Annabelle Wallis, Iddo Goldberg
Genere: Crime, Storico

La trama in breve: La storia è ambientata nel 1919 a Birmingham, città che vive in estrema povertà dopo la Prima Guerra Mondiale. La famiglia Shelby, capitanata da Tommy, forma la gang criminale dei “Peaky Blinders”.

Produzione inglese con cast di assoluto livello che, all’apparenza, sarebbe dovuta essere una serie da non farsi sfuggire. E penso lo sia anche per moltissime persone che mi leggeranno, eppure, io, non ci ho trovato tutto questo ben di Dio per cui esultare e gridare al capolavoro. Nonostante questo mio aver storto il naso guardando la serie, sono, stavolta seriamente, convinto che il problema sia mio.

Ci sono dei comportamenti nello spettatore di serie TV che sono un vero indicatore di quanto ciò che guardo mi stia piacendo. Quante volte guardo sul mio computer lo scorrere del tempo. E quando poi ti accorgi che quello che pensavi sarebbe durato mezz’ora scopri che è durato soltanto dieci minuti c’è un problema davvero serio. Perciò dopo che vedi il primo episodio decidi di dargli comunque un’opportunità, poi gliene dai una seconda, poi ancora una terza ed una quarta, poi scopri che gli episodi saranno soltanto sei e decidi di finirla comunque nonostante non ti stia prendendo per niente.

Detto questo la serie non è per nulla fatta male, anzi, sia Cillian Murphy che Sam Neill, che sono di sicuro i due nomi di grido di questa produzione britannica, offrono una prova recitativa che va ben oltre ciò che ci si aspetta da una serie TV. Anche le ambientazioni, i personaggi e la trama sono ben curati e non si può certo dire che la serie sia brutta. Rimane quel problemino di fondo: probabilmente questa prima stagione sarebbe stata un grandissimo film, ma portarla avanti per sei settimane risulta una cosa prolissa e boriosa.

Vi parlerò a breve di un’altra serie inglese che ho seguito e, probabilmente, confrontandola con questa mi urlerete addosso per il poco rispetto. Sarà una serie di genere completamente diverso però e, soprattutto, di un genere che più personale non esiste.

ZomboDroid23102013062958

Voto: 6-

Recap: Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. (1×05) – “Girl in the Flower Dress”


Quinta puntata, ultima prima di una pausa di solamente una settimana e prima puntata tra quelle andate in onda capace di mettermi addosso tensione e di sorprendermi davvero molto. Via col recap!

  • La puntata inizia svelandoci quale sarà il suo protagonista: tale Chan Ho Yin, mago in grado di produrre fuoco dalle proprie mani senza bruciarsi. Motivo per cui è ricercato dal Centipede, l’organizzazione che aveva creato il supereroe presente nel primo episodio, che riesce a rapirlo e a condurre degli esperimenti su di lui.
  • Alla trama più supereroistica si aggiunge quello che era il sospetto di molti riguardo al personaggio di Skye. Rivedendo il suo mentore inizia a svelare delle cose che metterebbero sul suo personaggio grossi, enormi dubbi. Dubbi che già di mio avevo e che sono stati confermati, anche se, vedendo questa puntata, mi sono leggermente ricreduto, penso che le intenzioni di Skye siano buone nei confronti dello SHIELD. Anche perchè io mi fido a priori di quella bravissima ragazza che è Chloe Bennet e di conseguenza anche di qualsiasi suo personaggio.
  • La puntata ha saputo, come detto, mantenermi in tensione per tutta la sua durata, senza mai calare nel ritmo e catturandomi dall’inizio alla fine. Merito delle scene d’azione, ma soprattutto di alcuni colpi di scena ben piazzati qua e là che mi hanno quasi fatto urlare al miracolo.
  • Finalmente poi, dopo le briciole di trama orizzontale consegnateci durante i primi quattro episodi, ecco una trama che è spiccatamente orizzontale, una delle prime puntate atte a non chiudere il cerchio ma a creare un nuovo filone narrativo. La ragazza col vestito a fiori sarà un gran bel cattivo e la scena appena prima dei titoli di coda è quella che ci fa porre le domande più consistenti. E finalmente anche!

Voto: 8

Cose nostre – Malavita


Ho scaricato una nuova applicazione sul mio tablet android che ti permette di creare dei meme con delle frasi personalizzate. Ho deciso di usare questa app per esprimere la faccia che ho fatto quando ho finito di vedere il film di cui vi parlo. Inizierò proprio da oggi!

USA, Francia 2013
Titolo Originale: The Family
Regia: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson, Michael Caleo
Cast: Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, Dianna Agron, John D’Leo, Jon Freda, Dominic Chianese, Vincent Pastore, Joseph Perrino
Durata: 105 minuti
Genere: Commedia

La trama in breve: Giovanni Manzoni è un ex mafioso che ha testimoniato contro i suoi capi e per questo lui e la famiglia vivono sotto copertura per la protezione testimoni FBI. Costretti a continui spostamenti a causa dei loro comportamenti violenti che facevano saltare la copertura, si ritrovano in Normandia, assumendo il cognome di Blake.

Ho avuto vari motivi per avere fiducia di questo film e altri vari motivi per non averne. Essendo dunque di per sè controverso una visione non ho potuto negargliela. Motivi di fiducia sono la regia di Luc Besson, regista del da me indimenticato “Leòn” e di “Nikita” e la commedia di stampo mafioso, che in un modo o nell’altro mi hanno sempre preso. Motivi di sfiducia sono la sceneggiatura di Luc Besson, sceneggiatore di quella tamarrata di “Lockout” e di quella porcata di “Taken – La vendetta” e la commedia di stampo mafioso, che, per quanto affascinante, spesso viene ultrabanalizzata e ridicolizzata.

Potrei sembrare contraddittorio e forse lo sono, però meglio passare al film in questione, che vede al suo attivo un cast di primo livello quali il protagonista Robert De Niro nei panni di Giovanni Manzoni, l’esperta Michelle Pfeiffer nei panni della moglie e Tommy Lee Jones nei panni del garante della loro protezione. Alle tre chiocce vengono affiancati la bellissima e brava Quinn Fabray Dianna Agron e il giovane John D’Leo nei panni dei loro due figli, che alla fine della fiera si riveleranno i personaggi più divertenti della commedia.

Il film funziona fino al momento in cui non vuole diventare una pellicola per fare riflettere. Il momento in cui infatti si ha una certa perdita a livello di trama è proprio nel momento in cui il capo famiglia inizia a riflettere sulla vita e sulla morte, riflessione che non riesce molto bene e che rende male sul personaggio interpretato da De Niro.

Un film che non è certo un capolavoro ma non è nemmeno tutto da buttare, in un anno in cui di commedie veramente divertenti ne avrò viste forse due, una visione gliela concederei comunque. Poi se siete appassionati del genere magari vi piacerà più che a me!

Voto: 6+

Recap: Atlantis (1×04) – “Twist of Fate”


Dopo ben quattro episodi forse sono riuscito ad entrare per bene nell’ottica di questa serie tv e ad apprezzarla per quel poco che sa offrire, senza avere grosse pretese di trovarmi davanti ad un capolavoro. Proseguono dunque i recap di questa stagione!

  • La puntata inizia con la coperta da parte del famoso trio di un bambino abbandonato in mezzo al nulla, bambino che verrà presto preso in cura strappandolo a quello che sarebbe il suo destino. O forse è proprio il destino di Jason trovare quel bambino?
  • Si gioca molto sulla componente riguardante il destino, parola che viene spessissimo abusata nel corso di ogni singola puntata, ma ancora non ci viene dato nemmeno uno straccio di indizio riguardo a quale sia il destino del protagonista. Siamo vicini a metà stagione, forse sarà il caso di iniziare a darci qualche biscottino no?
  • La puntata in fin dei conti è stata piuttosto noiosetta. Per quanto Ercole mi faccia sempre abbastanza ridere, la storia col bambino mi ha ricordato quasi quel filmaccio che odio tantissimo di “Tre scapoli e un bebè” e di certo la cosa non gioca a suo favore.
  • Ancora un buon ruolo per Medusa, che mi chiedo quando scoprirà quale ssia la sua vera identità.

Voto: 6