Breaking Bad – Stagione 3


Breaking Bad
(serie TV, stagione 3)
Episodi: 13
Creatore: Vince Gilligan
Rete Americana: AMC
Rete Italiana: AXN
Cast: Bryan Cranston, Aaron Paul, Anna Gunn, Dean Norris, Betsy Brandt, RJ Mitte, Bob Odenkirk, Giancarlo Esposito, Jonathan Banks
Genere: Drammatico, Thriller

La trama in breve: A seguito dell’operazione subita, al ritorno a casa Walter deve fare i conti con l’abbandono della moglie per aver scoperto la sua seconda vita.

Ci siamo, dopo una prima stagione al di sotto delle mie aspettative visti i mille commenti positivi letti ed una seconda che si innalzava rispetto a moltissime altre serie, con questa terza stagione siamo veramente entrati nel vivo della storia e gli autori hanno deciso di farlo in un modo assolutamente originale.

Skyler ha scoperto che Walter è uno spacciatore e cosa decide di fare? Non lo denuncia al cognato Hank in cambio di ottenere il divorzio. Nel frattempo vi sono dei rimandi alla trama di inizio seconda stagione con i cugini di Tuco che entrano in scena per qualche puntata in qualità di sicari. E il personaggio di Gus Fring, che all’apparenza potrebbe sembrare un bonaccione, che si nasconde facendosi vedere, risulta un personaggio spietato e quasi senza scrupoli.

In tutto questo vi è anche molta umanità: inizialmente Walter soffre per l’abbandono della moglie, inizialmente non ne vuole più sapere di cucinare metanfetamina, ma in maniera molto velata viene convinto da Gus Fring a continuare nella sua opera. Diciamo che questa serie si contrappone in maniera evidentissima alla mia serie preferita “Lost” in quanto a stile, ma potrebbe tranquillamente affiancarla nella mia top 5 delle mie serie preferite, per quanto visto fino ad ora.

Ancora mi sto chiedendo dove diavolo sono stato in questi cinque anni senza vedere “Breaking Bad”, una serie che spiega qualsiasi cosa succeda in scena, con una qualità registica assolutamente al di sopra della media, capace di creare tensione e drammaticità, emblematica in questo senso è l’episodio “Fly” praticamente tutto concentrato sulla caccia ad una mosca entrata nel laboratorio della produzione di metanfetamina. Lì Walter e Pinkman prendono coscienza di ciò in cui si sono infilati, con un dialogo finale da strapparsi i capelli.

Episodio Preferito: Episodio 10 – Fly
Voto: 9-

Breaking Bad – Stagione 2


Breaking Bad
(serie TV, stagione 2)
Episodi: 13
Rete Americana: AMC
Rete Italiana: AXN
Creatore: Vince Gilligan
Cast: Bryan Cranston, Aaron Paul, Anna Gunn, Dean Norris, Betsy Brandt, RJ Mitte, Bob Odenkirk, Giancarlo Esposito, Jonathan Banks
Genere: Drammatico

Prosegue a gonfie vele e con ritmo abbastanza sostenuto il recupero di una delle serie cult degli ultimi anni, giunta pochi giorni fa alla sua conclusione ma che io non ho mai degnato di uno sguardo e, soltanto ora, me ne sto interessando.

Dopo la parziale delusionde della prima stagione, della quale ne riconosco la enorme qualità, ma la narrazione non mi ha particolarmente coinvolto, si arriva ad una seconda stagione in cui si inizia veramente ad ingranare e, proprio come la droga che viene prodotta dai protagonisti, si inizia a sentire una sorta di dipendenza da questa serie.

Dipendenza data sia dai personaggi, tutti costruiti nel minimo dettaglio e senza lasciare nulla al caso e da una storia che pian piano sale di livello e la sensazione è che possa solamente migliorare ancora. La contrapposizione tra le due vite di Walter White è spiegata come meglio non si può, così come il personaggio di Pinkman, inizialmente goffo e bambinesco, inizia ad assumere una sua profondità.

L’introduzione nelle puntate finali di Gus Fring è ciò che probabilmente darà linfa vitale per la terza stagione che inizierò a breve, sperando che, come mi è stato detto da praticamente tutti, continui il crescendo per cui è nota questa serie.

Episodio Preferito: Episodio 10 – Game Over
Voto: 8+

Breaking Bad – Stagione 1


Breaking Bad
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 7
Rete Americana: AMC
Rete Italiana: AXN
Creatore: Vince Gilligan
Cast: Bryan Cranston, Aaron Paul, Anna Gunn, Dean Norris, Betsy Brandt, RJ Mitte
Genere: Drammatico, Thriller

La trama in breve: Walter White è un professore di chimica delle superiori, nel New Mexico. Quando gli viene diagnosticato un cancro ai polmoni, per assicurare un futuro economico alla sua famiglia, decide di sfruttare le sue conoscenze per cucinare metanfetamina. Contatta così un suo ex studente, Jesse Pinkman, già nel giro dello spaccio di droga.

Ho finalmente iniziato, assieme ai miei genitori, il recupero di questa serie che tutti mi rompono esasperantemente le palle per non aver mai iniziato (soprattutto su questo blog nella classifica delle migliori serie TV dell’anno scorso).

Nel guardarla diciamo che ho sì ritrovato tutte le buone cose che mi venivano dette a riguardo, a partire da una regia curatissima quasi quanto un film da cinema, fino ad arrivare a degli interpreti che non sbagliano mai un colpo e che sembrano essere il meglio della televisione attuale.

Anche i contenuti sono molto interessanti: ad un contenuto serio, come quello di affrontare una malattia che quasi sicuramente porterà alla morte, ne viene affiancato un altro, moralmente molto discutibile, ma altrettanto serio quale lo spaccio di droga ai fini di assicurare un futuro economico tranquillo alla propria famiglia.

Se tutte le cose buone che mi son state dette vengono verificate, si può dire però che questa non è altro che una buona stagione introduttiva e che, secondo me, il meglio lo vedrò andando avanti. Diciamo che la regia così tanto studiata non asseconda l’imprevedibilità della serie, che finora, al contrario, si è rivelata dalla trama abbastanza lineare.

Episodio Preferito: Episodio 6 – Un pugno di mosche
Voto: 7,5

Argo


USA 2012
Titolo Originale: Argo
Regia: Ben Affleck
Cast: Ben Affleck, John Goodman, Bryan Cranston, Kyle Chandler, Victor Garber, Michael Cassidy, Clea DuVall, Alan Arkin, Rory Cochrane, Tate Donovan, Kerry Bishè, Bob Gunton, Philip Baker Hall, Chris Messina, Adrienne Barbeau, Tom Lenk, Titus Welliver, Richard Kind, Michael Parks, Željko Ivanek, Keith Szarabajka
Genere: Drammatico, Thriller

https://i2.wp.com/static.blogo.it/cineblog/0/039/argo-poster-280x413.jpgLa trama in breve: Nel corso della rivoluzione islamica a Teheran del 1979, alcuni militanti iraniani irrompono nell’ambasciata americana, prendendo 52 ostaggi. Riescono a sfuggire sei persone, che si rifugiano nell’abitazione dell’ambasciatore canadese Ken Taylor. Il governo statunitense, timoroso del fatto che prima o poi i militanti iraniani avrebbero rintracciato i fuggitivi e li avrebbero uccisi, incarica l’agente Tony Mendez di organizzare un piano per il loro recupero.Da qui l’idea di far passare i sei fuggitivi per una troupe cinematografica, recatasi in Iran per produrre un film di fantascienza di nome “Argo”.

Se il Ben Affleck attore, pur recitando in alcuni film assolutamente di primo livello non mi aveva mai convinto appieno in passato, una cosa da constatare nell’ultimo periodo della sua carriera è che è riuscito a migliorarsi. Qualche avvisaglia del suo talento extra-recitativo la si era avuta nel momento dell’Oscar vinto per “Will Haunting – Genio ribelle”, per cui firmò la sceneggiatura originale. Talento che ora, nell’ultimo periodo, si concretizza anche e soprattutto nella regia.

Questo film è una specie di simbolo. Dopo una prima parte spionistica, in cui la forza sta nei dialoghi e nell’interesse che viene suscitato nello spettatore dall’intrigo in cui stiamo immergendoci, la seconda parte diventa sia un grande omaggio ad Hollywood, sia un gran ricettacolo di ironia e, soprattutto di autoironia.

Nel cast figurano attori venuti alla ribalta soprattutto grazie alle serie tv. Tra i tanti spiccano l’ottimo Bryan Cranston, già visto in “Breaking Bad” e in “Malcolm”, che ricopre sì un ruolo relativamente marginale, ma che riesce comunque a darsi una certa importanza. Buona anche la prova di Tate Donovan, ex “The O.C.”, di Michael Cassidy e di Clea DuVall.

La bravura di Ben Affleck nel dirigere questo film sta soprattutto nella cura e nell’essere riuscito a dare in maniera impeccabile un ritmo al film. Dall’inizio dialogato, a una seconda parte quasi commediale fino ad arrivare ad un finale assolutamente concitato e intenso. Per non parlare poi dell’ottima fotografia e dei costumi, che ricreano quelli che nell’immaginario sarebbero stati gli anni settanta, anche e soprattutto nelle pettinature.

“Argo vaffanculo!!!”

Voto: 8,5

Detachment – Il distacco


USA 2011
Titolo Originale: Detachment
Regia: Tony Kaye
Cast: Adrien Brody, James Caan, Christina Hendricks, Lucy Liu, Marcia Gay Harden, Bryan Cranston, William Petersen, Blythe Danner, Tim Blake Nelson, Isiah Whitlock Jr.
Genere: Drammatico

La trama in breve: Henry Bates è il supplente di un liceo frequentato da ragazzi non proprio di facile gestione. Inoltre è prigioniero di un passato nel quale da bambino ha “assistito” al suicidio della madre e si prende cura del nonno, che dopo l’evento, ha perso la testa.

La storia che ci vuole raccontare il film è una storia veramente troppo complicara per essere compresa a fondo, non lo è di certo abbastanza per non essere apprezzata. Come può un professore che ha vissuto quello che ha vissuto nella sua vita, riuscire a trasmettere qualcosa di positivo ai suoi alunni.

E’ questa la domanda che mi sono posto per praticamente tutta la durata del film e che tuttora mi pervade. Perchè sì, la scuola dove si trova ad insegnare il nostro protagonista non è certo una di quelle scuole per ragazzi che vivono la loro vita senza alcun problema. Posto tra l’altro che tutti nella nostra vita abbiamo dei problemi e che si tratta solo di ammettere a se stessi che ci sono dei problemi più gravi di altri.

A me il protagonista del film non sembra fare una grossa evoluzione. Lui, col suo modo di fare distaccato, sembra volere evitare di provare sentimenti. Ma ce la può fare? Apparentemente no, perchè il suo interesse verso i suoi alunni, ma soprattutto verso una ragazza conosciuta in un autobus mentre si prostituiva, sono entrambi molto sinceri e spontanei. I rapporti che egli ha con queste persone sono bilaterali, entrambi ne devono in qualche modo ottenere giovamento, ma a lui interessa solo dare giovamento.

La tecnica usata dal regista è molto simile all’intervista. Innumerevoli sono gli interventi del professore che parla da solo con la telecamera (e con gli spettatori) di ciò che prova e di come le sue sensazioni sono evolute. Adrien Brody interpreta il suo ruolo in maniera sublime, riuscendo a farsi accompagnare egregiamente da tutto il resto del cast.

Voto: 7+