Oliva – Raise the Curtain


Genere: Heavy Metal, Hard Rock
Provenienza: Stati Uniti

Al solito approccio all’album da totale profano, senza conoscere in maniera particolare nè il cantante nè la storia pregressa della band, per poi scoprire trattarsi dell’album solista di tale Jon Oliva, ex cantante dei Savatage, band di cui conosco giusto giusto qualche canzone senza però averli mai approfonditi moltissimo.

L’album in questione è un album bellino e coinvolgente in cui però non spicca una canzone in particolare rispetto alle altre. Di solito quando ciò accade si parla o di un album interamente schifoso, o di un album veramente straordinario. In questo caso si tratta di tutti brani abbastanza buoni in cui, oltre a spiccare la voce solista di Oliva, fanno capolino degli strumentisti niente male quali Jim Morris alla chitarra e Dan Fasciano alle tastiere, protagonisti di alcuni assoli davvero carucci (considerato poi che il buon Oliva fa quasi tutto nella band essendo voce, chitarrista, tastierista, bassista, spazzino, lavapiedi, lavamacchine, lavadenti e chi più ne ha più ne metta).

L’album alterna brani prevalentemente hard rock quali la seconda traccia Soul Chaser, Big Brother, la secondo me meno riuscita Armageddon e la traccia di chiusura Can’t Get Away senza però essere particolarmente pesante, con una melodia ben marcata che talvolta si lascia andare allo swing grazie alla presenza di trombe di accompagnamento, a ballate che forse sono i brani meno riusciti dell’intero album, tra cui però spicca la splendida Soldier.

Canzoni preferite: Soldier, Big Brother

Voto: 7

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Recensioni Trash – Episodio 3: “Sharknado”


Il fenomeno “Sharknado” mi aveva già colpito mentre le poche volte che riuscivo a connettermi ad internet da Pila in Val d’Aosta, girando su facebook vidi un link consigliato, intitolato “Sharknado: squali volanti per il peggior film della storia”. Ovviamente la cosa non poteva che colpirmi, costringendomi, una volta tornato, a procurarmi il film, a fare girare la notizia tra i miei amici cultori del trash e a radunare un manipolo di persone per godercelo insieme.

La “recensione” che sto per fare mi verrà molto diffilce, in quanto il film è così goduriosamente assurdo che per capire per bene ciò di cui sto parlando bisognerebbe vederlo. La cosa migliore sarebbe una recensione video montando spezzoni di film in stile Yotobi, ma io non ne sono in grado e spero che comunque a breve ci delizierà anche lui con una recensione del film.

USA 2013
Titolo Originale: Sharknado
Regia: Anthony Ferrante
Sceneggiatura: Thunder Levin
Cast: Tara Reid, Ian Ziering, John Heard, Cassie Scerbo, Jaason Simmons, Chuck Hittinger, Aubrey Peeples
Genere: Catastrofico

La trama in breve: Un tornado di proporzioni gigantesche abbattutosi sulla spiaggia di Los Angeles provoca l’uscita dall’acqua degli squali, che piano piano invadono la città.

Non penso di aver mai visto nella mia intera vita un film palesemente brutto così bello. Ebbene sì, se l’uso degli aggettivi vi appare contraddittorio sappiate che l’effetto è voluto. Questo è un film brutto, ma brutto tantissimo. Ma proprio tanto brutto. Eppure è bellissimo, uno dei film brutti meglio riusciti nella storia, tanto da renderlo bello.

Il film è brutto perchè realizzato tutto con una computer grafica assolutamente disastrosa. Persino i pullman e alcune automobili sono realizzate in computer grafica. Il film è brutto per la presenza di green screen che non creano affatto l’illusione di un paesaggio, ma sembrano un disegno in due dimensioni.

Il film è brutto perchè vi sono un’infinità di cambiamenti climatici nel giro di pochi secondi: a volte c’è il sole, altre volte è sera, altre volte siamo vicini al tramonto, a volte piove come se ti trovassi sotto una cascata e subito dopo smette. Il film è brutto perchè è condito da battute epiche e ad effetto che sono talmente brutte da far ridere.

Il film è brutto perchè gli squali sono orribilmente brutti. Tutta questa serie di chiamiamoli “difetti” (la parola più adatta sarebbe “disastri”) alla fine della fiera rende il film spassosissimo. Perchè? Perchè fa ridere tantissimo. Un’ora e mezza di azione e assurdità talmente illogiche da provocare risate incontrollate in molti frangenti del film.

E l’unica cosa che posso dirvi è che se volete divertirvi veramente questa recensione non servirà a nulla: guardatevi sto benedetto film!

Voto serio: 3
Voto trash: 9

World War Z


USA 2013
Titolo Originale: World War Z
Regia: Marc Forster
Sceneggiatura: Damon Lindelof, Matthew Michael Carnahan, Drew Goddard
Cast: Brad Pitt, Mireille Enos, Daniella Kerstesz, James Badge Dale, David Morse, Fana Mokoena, David Andrews, Sterling Jerins, Abigail Hargrove, Peter Capaldi, Pierfrancesco Favino, Ruth Negga, Moritz Bieibtreu, Ludi Boeken, Grégory Fitoussi
Genere: Azione, Apocalittico

La trama in breve: A Philadelphia e nel resto del mondo si scatena una terribile infezione che rende gli esseri umani simili a degli zombie. Il governo deghli Stati Uniti offre alla famiglia di Gerry Lane di vivere al sicuro su una nave federale, a patto però che Gerry parta alla ricerca di un rimedio assieme ad un virologo.

Tempo fa i film sugli zombie li avrei abbastanza evitati. Era un genere che non mi diceva molto di particolare e vedere delle creature, morte e poi resuscitate, in più dai movimenti lenti e particolarmente stupidi, che si nutrono di cervelli umani, non era una cosa che mi accattivasse molto. Poi però ho scoperto “The Walking Dead”, la famosissima serie tv sugli zombie che mi ha realmente fatto appassionare al genere tanto da cercare di recuperarne molti.

Questo film, tratto dall’omonimo libro firmato Max Brooks, si discosta abbastanza da quelli che sono i dettami del genere, a partire proprio da come vengono resi gli zombie in questione. Ovviamente c’è un interessa nel trovare una cura/vaccino per la malattia, cosa già vista, ma vi è un attacco su scala mondiale, con i maloati che mettono realmente a ferro e fuoco le città, mentre nei film classici sugli zombie l’infezione piano piano colpisce chiunque e le città si ritrovano invase da masse di corpi che si muovono a caso cercando qualcosa da mangiare.

L’innovazione più interessante in questa storia è il fatto di aver reso intelligenti (molto intelligenti) e veloci (abbastanza veloci) gli zombie. Come critica ci può stare il fatto che in questo modo vengano un po’ privati della loro natura apatica e terrificante, ma come mossa per creare ulteriore pathos ci sta. Normalmente in un film di zombie il singolo perde perchè viene attaccato da moltissimi, mentre nell’uno contro uno vincerebbe a mani basse. Qui bisogna aver paura anche di ritrovarsi da soli con uno zombie.

Per il resto il film, nel suo svolgimento, procede abbastanza bene. Non gridiamo di certo al capolavoro, ma è un film che si lascia guardare con un certo interesse e raramente soffre di momenti di stanca.

Voto: 6,5

Solo Dio perdona


Francia, Danimarca 2013
Titolo Originale: Only God Forgives
Regia: Nicolas Winding Refn
Sceneggiatura: Nicolas Winding Refn
Cast: Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas, Vithaya Pansringarm, Tom Burke, Gordon Brown, Byron Gibson, Sahajak Boonthanakit, Charlie Ruedpokanon, Joe Cummings, Oak Keerati
Genere: Drammatico

La trama in breve: In Thailandia, a Bangkok, Julian possiede assieme al fratello maggiore una palestra in cui si pratica la boxe thailandese, usata come copertura per lo spaccio di droga. Il fratello maggiore viene ucciso dopo aver stuprato ed ucciso una minorenne. La madre dei due, Jenna, arriva a Bangkok per persuadere Julian di vendicare la morte del fratello.

Dopo il capolavoro “Drive”, film che ho veramente adorato, ecco che il nuovo film firmato Nicolas Winding Refn riesce a non deludere, nonostante non conosca quasi per niente la sua intera filmografia che mi dovrò recuperare. Un film profondamente diverso dal suo lavoro precedente pur mantenendo il suo attore protagonista “feticcio” Ryan Gosling.

Un film basato profondamente sulle immagini, molto riflessivo e molto poco dialogato, il cui punto focale sono le espressioni dei volti e il pathos che viene creato attorno agli attori in scena. Inoltre i dialoghi stringati contribuiscono al meglio a fare entrare per bene lo spettatore in questa storia.

L’interpretazione di Ryan Gosling mi è sembrata, ancora una volta, ottima, per un attore che ormai è entrato tra le vere e proprie stelle del cinema mondiale. Periodo di forma smagliante (oltre a “Drive” abbiamo avuto anche il validissimo “Come un tuono” e il meno interessante “Gangster Squad”), caso o talento? Per me grandissimo talento. Vedremo se saprà in futuro scegliere ancora i film giusti per lui.

Voto: 8

Harry ti presento Sally


C’è stata una sera in questa settimana in cui proprio non riuscivo a dormire e dopo essermi guardato il valido “Questi sono i 40” di cui vi ho parlato ieri, mi sono fatto un giretto su Muze (la nuova applicazione consiglia-film per Android che sembra proprio non sbagliare un colpo) e sono incappato in questa commedia cult che però non ero ancora riuscito a vedere.

USA 1989
Titolo Originale: When Harry Met Sally…
Regia: Rob Reiner
Sceneggiatura: Nora Ephron
Cast: Billy Crystal, Meg Ryan, Carrie Fisher, Bruno Kirby, Steven Ford, Lisa Jane Persky, Michelle Nicastro
Genere: Commedia romantica

La trama in breve: Harry e Sally, nel 1977, decidono di trasferirsi a New York per iniziare le proprie carriere lavorative dopo aver terminato l’università. Vengono messi in contatto da Amanda, ragazza di lui e amica di lei, che consiglia loro di fare il viaggio in auto insieme. Harry non crede nell’amicizia tra uomo e donna, convinto che l’uomo desideri prima o poi portarla a letto. Arrivati a New York i due si salutano. Si reincontrano per caso cinque anni dopo non riconoscendosi. Cinque anni dopo ancora si reincontrano in una libreria e man mano i due svilupperanno un rapporto di profonda amicizia.

Giuro che mai, mai e poi mai avrei pensato di trovare in una commedia romantica, genere che solitamente evito come la peste, un film che mi piacesse così tanto soprattutto per la storia che racconta. Il rapporto tra i due protagonisti è il centro del film e viene delineato alla perfezione dagli autori ed interpretato ancora meglio dai protagonisti.

I due passano moltissimo tempo insieme, l’uno ha reciprocamente bisogno dell’altro e gli amici dei due parlano, magari tramando alle loro spalle qualcosina di più di una profonda amicizia per i due.

Un paio di commenti, visto che comunque sul film non ho moltissimo da dire, dato che mi è piaciuto veramente molto. I capelli cotonati e voluminosi stile anni ’80 sono veramente qualcosa di divino. Anche Meg Ryan, una donna che non mi è mai particolarmente piaciuta, riesce a guadagnare milioni di punti in sex appeal grazie a quei capelli. La scena del finto orgasmo nel ristorante, senza bisogno di nudi, è una delle scene più sexy che abbia mai visto.

Voto: 8

Questi sono i 40


USA 2012
Titolo Originale: This is 40
Regia: Judd Apatow
Sceneggiatura: Judd Apatow
Cast: Paul Rudd, Leslie Mann, Jason Segel, Charlyne Yi, Tim Bagley, Melissa McCarthy, Megan Fox, Albert Brooks, John Lithgow, Ryan Lee, Chris O’Dowd, Lena Dunham, Rob Smigel, Annie Mumolo
Genere: Commedia

La trama in breve: Dopo due anni dal matriomonio, la famiglia di Pete e Debbie inizia ad avere dei problemi, legati soprattutto al compimento da parte di entrambi dei 40 anni di età.

Non ho mai particolarmente apprezzato la produzione cinematografica di Judd Apatow, soprattutto per quanto riguarda le commedie romantiche, genere che già fa fatica, moltissima fatica a passare sui miei schermi, ma che penso che con il recupero di qualche cult giusto potrebbe anche iniziare a piacermi.

Questa produzione, grazie soprattutto ai due attori protagonisti Paul Rudd e Leslie Mann, riesce a non banalizzare il genere come ormai molto, troppo spesso, capita. E il suo punto di forza sono proprio i personaggi della storia, studiati, profondi, non banali. Si fa riferimento ai problemi legati ai 40 anni di età (problemi che provocano disagi all’intera famiglia.

Non mancano personaggi per me idoleschi quali la figlia maggiore appassionatissima di Lost (e che proprio a causa di Lost farà una grandissima sfuriata con i suoi genitori) ed il padre scroccone impunito di Pete, probabilmente uno dei personaggi più divertenti della storia.

Un piccolo appunto sulla protagonista Debbie, che ad un certo punto del film, nella sua crisi dei 40, ha un momento in cui non si sente più bella nè desiderata dal suo e da altri uomini. Bene… Se non hai proprio nessuno con cui stare, qui troverai qualcuno che saprà apprezzare appieno la tua gnoccaggine. Sono pure single!

Giusto per farvi capire…

Voto: 7-

Ghost Academy


Spagna 2012
Titolo Originale: Promociòn Fantasma
Regia: Javier Ruiz Caldera
Sceneggiatura: Cristóbal Garrido, Adolfo Valor
Cast: Raúl Arévalo, Alexandra Jiménez, Javier Bódalo, Anna Castillo, Andrea Duro, Aura Garrido
Genere: Commedia

La trama in breve: Juan è un professore delle superiori che fin da giovane ha la capacità di vedere i morti. Questo suo disturbo gli provoca grandi problemi, quali l’essere stato cacciato da molte scuole in cui ha insegnato. Assunto alla Monforte, scopre che degli studenti morti vent’anni prima devono ancora portare a termine l’ultimo anno e lui si proporrà di aiutarli.

Il cinema spagnolo lo scorso anno ci aveva regalato un paio di perle quali il tesissimo thriller “Bed Time” e il fantascientifico (ed emozionantissimo) “EVA”, mentre quest’anno, oltre a non essere arrivate grandissime proposte cinematografiche dalla penisola iberica, lo stato di forma sembra essersi affievolito.

Con questa commedia si è voluto fare il tentativo di recuperare le vecchie commedie riguardanti i fantasmi ed ambientarle in un contesto un po’ più giovanile di quanto eravamo stati abituati. Anche perchè il polpettonissimo “Ghost” ormai ha stufato anche le persone più mielose presenti in questo mondo, mentre “4 fantasmi per un sogno”, pur mantenendo un certo fascino, inizia a provocare un pochino di nausea.

Scelta azzeccata? Niente affatto. Il film non fa assolutamente schifo, sia chiaro, ma appare abbastanza stupido e ancora di più banalizzato, mantenendo il solito, trito e ritrito, canovaccio dei morti che rimangono nel mondo dei vivi perchè hanno lasciato qualcosa in sospeso. Oltre ad essere piuttosto banale, appare anche sbrigativo nello svolgimento della trama.

Poche le battute brillanti, unico merito quello di volerti far arrivare alla fine, non essendo comunque per nulla noioso.

Voto: 5

Now You See Me – I maghi del crimine


USA 2013
Titolo Originale: Now You See Me
Regia: Louis Leterrier
Sceneggiatura: Ed Solomon, Boaz Yakin, Edward Ricourt
Cast: Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Morgan Freeman, Isla Fisher, Woody Harrelson, Mélanie Laurent, Michael Caine, Dave Franco, Common, Michael Kelly, David Warshofsky, Laura Cayouette, Conan O’Brien, Elias Koteas
Genere: Thriller

La trama in breve: Un team formato dai più grandi illusionisti del mondo da tempo si dedica a grandi colpi quali rapine in banca, mettendole in scena addirittura durante i loro spettacoli. L’FBI si mette sulle loro tracce, grazie anche all’aiuto del famoso illusionista Thaddeus Bradley.

Viste le magrissime uscite di questa estate cinematografica, questo film è un vero e proprio fulmine. Interessante, intrigante, teso al punto giusto. E poi, soprattutto, c’è la componente magica che rende il tutto molto più affascinante di quanto già non sia nel momento in cui ti limit a leggere la trama.

Una delle cose più difficili in questo genere di film è creare un prodotto che funzioni e sia intrigante in ogni minuto della sua durata. Questo prodotto ci riesce discretamente, a volte forzando un po’ la mano con situazioni al limite dell’assurdo e con un finale non dico “classico”, di più.

I protagonisti se la cavano tutti più che bene, ognuno con la propria espressività riesce ad interpretare al meglio il suo ruolo. Interessantissimo il personaggio interpretato da Morgan Freeman, più che altro per una questione personale: io più che dai maghi, sono sempre stato molto affascinato da chi svela i loro trucchi. E il suo personaggio è perfetto!

Voto: 7+

π – Il teorema del delirio


USA 1998
Titolo Originale: π
Regia: Darren Aronofski
Sceneggiatura: Darren Aronofski
Cast: Sean Gullette, Mark Margolis, Ben Shenkman, Pamela Hart, Stephen Pearlman
Genere: Thriller

La trama in breve: Maximilian Cohen è un matematico molto brillante, che vive quasi interamente il suo tempo chiuso in una stanza assieme al suo computer. Soffre di continue emicranie causate dal fatto di aver guardato direttamente il sole quando aveva sei anni ed è costretto a prendere continuamente pillole per ridurre il dolore.

Chi mi conosce sa quanto a me piaccia la matematica. Sì, non sono certo ai livelli del protagonista del film (me la cavo abbastanza con le moltiplicazioni a mente), ma trovo che il mondo dei numeri, delle ricorrenze e della geometria sia qualcosa di alquanto affascinante e che andrebbe apprezzato di più di quanto si faccia ora. Parentesi che non c’entra col film, odio alla follia il fatto che il 90% delle persone conosca solo la frase “la matematica non sarà mai il mio mestiere” della canzone di Venditti “Notte prima degli esami”. E’ una cosa che mi turba nel profondo.

Comunque, parlando del film. Un film che affronta la matematica come punto di collegamento con tutte le altre scienze ed addirittura con la religione, in grado di farti riflettere e di farti entrare quasi completamente dentro quel maledetto laboratorio in cui il nostro protagonista lavora.

Dunque la prima opera di Darren Aronofski, colui che ho imparato ad adorare grazie allo splendido “Il cigno nero”, è un’esperienza sia scientifica, sia metafisica e perchè no, addirittura quasi religiosa, che ti trasporta in un mondo piuttosto folle ed intricato. L’uso del bianco e nero con pellicola sgranatissima, aiuta a creare questo effetto. Per lo spettatore il delirio è assicurato, nel seguire il delirio proprio del protagonista.

Voto: 9

Dream Team


Francia 2012
Titolo Originale: Les Seigneurs
Regia: Oliver Dahan
Sceneggiatura: Philippe de Chauveron, Marc de Chauveron
Cast: José Garcia, Franck Dubosc, Jean-Pierre Marielle, Gad Elmaleh, JoeyStarr, Ramzy Bédia, Omar Sy, Sami Ameziane, Frédérique Bel, Clémentine Baert, André Penvern, Ludovic Berthillot, François Bureloup, Élisabeth Commelin, Chantal Neuwirth, Claudia Tagbo, Lucas Renault, Jean Reno, Elena Zoualegh, Anne Suarez, Vanessa Guide, Nicolas Simon, Alban Aumard, Frédérec Maranber, Valéry Schatz, André Chaumeau, Arsène Mosca, Laurent Biras
Genere: Commedia:

La trama in breve: Patrick Orberà è una ex stella del calcio francese che, terminata la carriera, è sprofondato nell’alcolismo. Dopo una rissa in un programma tv si separa dalla moglie e il giudice obbliga Patrick a liberarsi dalla dipendenza dall’alcool e a trovarsi un lavoro. Viene perciò ingaggiato come allenatore da una squadra dilettantistica della Bretagna Île-Molène.

Mi sono sempre particolarmente piaciute le commedie sportive per il semplice motivo che, seppur molto spesso la loro trama si rivela essere esile e molto spesso anche poco sviluppata, riescono a travolgerti e ad emozionarti proprio grazie alla componente sportiva della storia. Diciamo che la storia raccontata non aggiunge molto di nuovo al genere ma sa essere un piacevole intrattenimento per quell’ora e mezza della sua durata.

Ogni commediola che si rispetti poi è basata su degli stereotipi. E una commedia senza pretese che però riesce bene è quella che riesce a creare gli stereotipi più spassosi e divertenti e in questo film ce ne sono un paio, come ad esempio il giocatore Rayane Ziani, interpretato da Gad Elmaleh, protagonista di alcune delle scene più spassose.

I personaggi non sono disegnati con cura proprio per fare fronte alla grandissima presenza di stereotipi nel film. Presenza che, seppur a volte esagerata, riesce a far divertire e ad intrattenere. Dunque il film non è certo un’idea geniale, non è certo un’idea innovativa, ma ha il suo perchè.

Voto: 6