Il cacciatore di giganti


USA 2013
Titolo Originale: Jack the Giant Slayer
Regia: Bryan Singer
Cast: Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Ian McShane, Bill Nighy, John Kassir, Ben Daniels, Raine McCormack, Eddie Marsan, Warwick Davis, Ewen Bremner
Genere: Fantastico

La trama in breve: Jack è un agricoltore che per sbaglio apre un varco per un altro mondo, in cui da tempo sono confinati i giganti. Liberi di tornare nel nostro mondo, i giganti pretendono la sovranità sulle terre perse in passato.

Devo dire che questi film, un po’ fiabeschi, un po’ fracassoni, nel senso di grandi blockbusteroni in grado di mangiare (e guadagnare) soldi, mi sono sempre abbastanza interessati. Diciamo che se un film mi ispira a priori difficilmente non riesco a guardarlo. E’ una cosa che devo fare, sennò continuo a pensarci.

Purtroppo il film in questione oltre che essere il tipico film fracassone fiabesco hollywoodiano mangiasoldi è anche, probabilmente, uno dei film più vuoti che abbia visto negli ultimi anni. Perchè da una parte, la componente visiva, che fa da confezione al contenuto, mi è assolutamente piaciuta. I paesaggi sono quasi poetici, i giganti del titolo sono resi in una maniera assolutamente buona e si lasciano guardare.

Peccato che il problema principale del film è che non ha un’anima, non ha una sceneggiatura che si faccia minimamente rispettare, non ha nemmeno dei dialoghi di un livello decente. E anche le scene d’azioni che dovrebbero dare spettacolo sono ridotte al lumicino e abbastanza banalizzate, in un film in cui a dominare è la confezione, ma dentro non c’è proprio niente di niente

Voto: 4

Annunci

The Impossible


Spagna 2012
Titolo Originale: The Impossible
Regia: Juan Antonio Bayona
Cast: Ewan McGregor, Naomi Watts, Marta Etura, Tom Holland, Douglas Johansson, Geraldine Chaplin, Samuel Joslin, Oaklee Pendergast, David Firestar, Sönke Möhring
Genere: Drammatico

La trama in breve: Il film narra la storia di una famiglia che, coinvolta nello tsunami avvenuto in Thailandia nel 2004, inizia un lungo viaggio di speranza per sopravvivere e per ritrovare i membri della propria famiglia.

Bayona. L’ho adorato alla follia. Ormai tempo fa, quando, col suo unico film “The Orphanage”, riusciva a creare un horror dai risvolti drammatici e molto umani, forse uno dei migliori horror dello scorso decennio. In questa produzione si cimenta con un film drammatico, correndo il rischio di finire nella banalità dei più comuni film catastrofici.

Diciamo che con certe premesse e con un cast composto da uno degli attori che mi piacciono particolarmente ed una delle attrici che mi piacciono particolarmente, a un film del genere gli si può dare una certa fiducia. Fiducia che in fondo in fondo non è che si riveli così mal riposta, ma il film risulta un po’ troppo convenzionale.

No banale, attenzione. Il problema è che superata una prima parte per così dire “normale”, in cui veniamo subito catapultati nella catastrofe e nei suoi effetti immediati, il film prosegue su binari piuttosto prevedibili e probabilmente con un eccessiva ricerca dell’emozione facile. Non ho apprezzato particolarmente la scelta di dividere il film in due tronconi in cui nel primo si seguono principalmente due membri della famiglia (madre e figlio maggiore) e nell’altro gli altri tre membri (padre e altri due figli).

Alla fine il film lo si può guardare, ma non è che sia proprio niente di che rispetto alle mie aspettative.

Voto: 6

Big Fish – Le storie di una vita incredibile


USA 2003
Titolo Originale: Big Fish
Regia: Tim Burton
Cast: Ewan McGregor, Albert Finney, Billy Crudup, Jessica Lange, Alison Lohman, Helena Bonham Carter, Robert Guillaume, Marion Cotillard, Matthew McGrory, Miley Cyrus, David Denman, Steve Buscemi, Danny DeVito, Deep Roy, Missi Pyle
Genere: Fantastico, Drammatico

La trama in breve: Edward Bloom è un uomo che ama narrare spesso storie fantastiche e spesso assurde sulla sua vita. Per tale motivo ha perso il rapporto con il figlio, che non apprezza la sua poca sincerità. Tre anni dopo Edward si è ammalato gravemente e il figlio William torna alla casa dei genitori e durante il soggiorno ripercorre tutta la vita del padre, attraverso i suoi racconti.

Il film di Tim Burton, uno dei pochi suoi lavori dalle atmosfere abbastanza felici e spensierate, riesce attraverso una favolistica semplicità a coinvolgere ogni spettatore all’interno della storia raccontata. La storia che viene raccontata, il cui protagonista è un bravissimo Ewan McGregor, è una storia che cerca anche di incoraggiare a seguire le proprie ambizioni.

Ma alla fine, è più bello raccontare fatti reali della propria vita o cercare, anche fosse solo per intrattenere, di romanzarli, in modo da renderli più piacevoli. Probabilmente è proprio questa la domanda che ci viene posta alla fine del film attraverso un finale che è nient’altro che l’apoteosi di questa domanda.

Tra i protagonisti spicca anche una bravissima Jessica Lange, in un ruolo che appare poco sulla scena, ma che si rivelerà fondamentale, in un film assolutamente emozionante dall’inizio alla fine. Sinceramente non saprei che altro dire, se non che questo è un film che consiglierei assolutamente.

Voto: 8

Il pescatore di sogni


Regno Unito 2011
Titolo Originale: Salmon fishing in the Yemen
Regia: Lasse Hallström
Cast: Ewan McGregor, Emily Blunt, Kristin Scott Thomas, Amr Waked, Tom Mison, Rachael Stirling, Conleth Hill, Catherine Steadman
Genere: Commedia, Drammatico

La trama in breve: Alfred Jones è un esperto di ittica, contattada da Muhammed, uno sceicco dello Yemen, con la richiesta di introdurre il salmone nelle acque del paese.

Quando ti appresti a guardare un certo film ti fai subito, senza alcuna via di scampo, delle idee. Per me il più delle volte si tratta di pregiudizi che, spesso e volentieri, vengono confermati. Difatti il film non è che abbia una trama interessantissima, ma in un’annata in cui al cinema mandano tre uomini a cui piace guardare gli uccelli (Jack Black, dopo quel capolavoro di “School of Rock”, che cavolo mi hai combinato!?!?), ci voleva anche un film sulla pesca del salmone.

E’ chiaro che la storia della pesca al salmone, seppur nel film venga trattata con la massima concretezza, in un posto in cui il salmone pare non possa vivere, ma che, con i soldi di uno sceicco, pare che chiunque possa trovare un modo per realizzare la cosa. Così come per rendere il film più interessante non basta un Ewan McGregor che mi è sempre piaciuto ma che ho trovato abbastanza insopportabile in questo ruolo.

Anche perchè è chiaro. Il personaggio interpretato dal buon McGregor, senza i suoi idealismi e le sue poetiche metafore, se gli aggiungete un po’ di senso dell’umorismo (poco, abbastanza cinico e apprezzato da pochi), sono io. Ma sono proprio io in tutto e per tutto, ed è forse per questo che odio la caricatura di me fatta dal protagonista di questo film.

Non ce n’è, dopo 45  di pellicola in cui non riesce a dare del “tu” alla donna con cui lavora a strettissimo contatto lo avrei voluto uccidere. E c’è sempre il discorso che “lui” è “me”. Ma davvero, non sto scherzando. Lui però crede nella possibilità di un miracolo ed è un inguaribile ottimista quando gli fa comodo (ovvero quando Harriett decide di seguirlo nello Yemen… beh son bravi tutti a cambiare idea e a diventare ottimisti così. E rimane il fatto che quel personaggio sono io!).

In questa “recensione” ho parlato molto di me. Del film non c’è moltissimo da dire. Canovaccio e trama molto classici, film pieno di buoni sentimenti che non offre molti spunti ulteriori al di là del passare un’oretta e mezza in completa spensieratezza. Ed un pochino, forse forse, ci riesce.

Voto: 5,5

The Island


E’ giusto nascere già adulti e vivere solo per morire? E’ giusto vivere la propria vita pensando di essere un prescelto, uno dei pochi, invece sei solo un “pezzo di ricambio” di qualcuno più importante e con più soldi di te (anche perchè tu non ne hai)? E’ questo lo scenario che ci propone questo film, la creazione di una vita “artificiale”, atta a soddisfare i bisogni di qualcuno che vive in un mondo ritenuto più importante del tuo.

USA 2005
Titolo Originale: The Island
Regia: Michael Bay
Cast: Ewan McGregor, Scarlett Johansson, Djimon Hounsou, Sean Bean
Genere: Fantascienza, Azione

La trama in breve: il film narra la vita in una società sviluppatasi nel 2019 a seguito di una grande infezione che ha colpito il mondo intero. I pochi sopravvissuti vivono tutti insieme, rinchiusi in quarantena, con la possibilità di avere interazione, seppur limitate, tra di loro. Queste persone vivono tutti i giorni sperando di vincere una lotteria, per la quale il vincitore verrà trasportato su un’isola, l’unico luogo sulla terra rimasto incontaminato. In realtà queste persone non sanno di essere dei cloni, che il contagio mondiale non è mai avvenuto e che sono delle copie di persone che necessitano trapianti d’organi, figli, etc. L’unico a capire qualcosa della situazione è Lincoln 6-Echo (Ewan McGregor), che, scoperto l’arcano, decide di fuggire assieme a Jordan 2-Delta (Scarlett Johansson), creando non pochi problemi alla società che si occupa di creare pezzi di ricambio per gli esseri umani.

Un film che si propone di trattare un tema così complicato e delicato rischia sempre di divagare o di ridurre il problema in maniera molto semplicistica. Questo ha un’ottima premessa, un’ottima prima parte, quella in cui ci viene narrata la finta realtà in cui vivono i cloni, quella in cui degli esseri dichiaratamente senza anima iniziano a scoprire di provare dei sentimenti, di poter sognare e, qualcuno di questi, di volersene andare e di voler conoscere. Ciò che distrugge tutto il sistema è infatti la curiosità umana, con cui i proprietari dell’azienda non avevano fatto i conti.

Purtroppo però nella parte centrale il film divaga un po’ da quello che è il suo reale obiettivo, trasformandosi in un semplice film d’azione, che si concentra da un lato sulla ricerca dei due fuggitivi, dall’altro sulla ricerca, da parte dei due fuggitivi, di coloro che hanno pagato per avere un pezzo del loro corpo. Le parti d’azione sono spettacolari e fatte bene e, per fortuna, a un certo punto il film ritorna sui suoi binari originari.

VOTO 7,5