Recensioni Trash – Episodio 7: “13/13/13”


USA 2013
Titolo Originale: 13/13/13
Regia: James Cullen Bressack
Sceneggiatura: James Cullen Bressack
Cast: Trae Ireland, Erin Coker, Jody Barton
Durata: 90 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Per anni si è usato aggiungere un giorno ogni quattro anni, negli anni bisestili. Ciò ha violato i calcoli del calendario Maya. Ora che siamo nel tredicesimo giorno del tredicesimo mese del tredicesimo anno del nuovo millennio, la città intera impazzisce.

La “Asylum”, come dice il nome stesso della casa produttrice, è maestra nel produrre film per malati mentali. Io, che malato mentale un po’ lo sono, ogni tanto non disdegno un bel film brutto della famosa casa produttrice, tra le altre cose, del recentissimo e, da me amatissimo, “Sharknado”.

Vedere una città che letteralmente impazzisce non è cosa da poco, diciamo che certi film sul tema possono abbastanza inquietare, peccato che in questo film la questione venga presentata in una maniera ridicola, sia dal punto di vista della storia che ci sta dietro, sia dal punto di vista dello svolgimento.

I pazzi si divertono, ma non divertono me che guardo un pessimo film in cui il sangue vola a fiumi ma che è totalmente incapace di prendersi con ironia (perchè se fai un film volutamente orrido, quanto meno devi saperti umiliare da solo). E, se di speranze di trovare un bel film non ne avevo, quando inizio a perdere anche quelle di vedere un trash godurioso ecco che i personaggi in scena se ne spuntano con queste due frasi:

  1. “Sono così orgoglioso di te, come la tua fidanzata quando gliela lecchi mentre ha le mestruazioni”
    Ok, per quanto ciò che mi fa venire in mente questa frase faccia assolutamente venire il vomito, mettere una frase così senza senso e senza alcun motivo fa innalzare il livello del trash qui dentro.
  2. “Stanno volando squali dal cielo!”
    Ed ecco che in un momento di estrema follia collettiva, dal nulla spunta questa frase, che ti fa tornare alla mente quel capolavoro di “Sharknado” che mi ha talmente allietato in una serata estiva da entrarmi dentro in modo da non poterlo mai dimenticare.

Voto serio: 2,5
Voto trash: 7

La maledizione di Chucky


USA 2013
Titolo Originale: The Curse of Chucky
Regia: Don Mancini
Sceneggiatura: Don Mancini
Cast: Brad Dourif, Fiona Dourif, Danielle Bisutti, A Martinez, Brennan Elliott, Maitland McConnell, Summer H. Howell, Chantal Quesnelle, Candace Smith, Kevin Anderson, Jennifer Tilly, Alex Vincent
Durata: 97 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Nica è una ragazza paraplegica che vive con la madre. Un giorno, per posta, le arriva la bambola di Chucky da un mittente misterioso. La mdre la butta via, ma la notte stessa viene trovata morta a causa di una pugnalata che sembra essersi autoinflitta.

Non sono mai stato un grandissimo fan della saga della “Bambola assassina”, anzi, penso di aver visto il primo film, che mi è piacicchiato senza farmi particolarmente godere, poi il secondo e poi l’ho abbastanza abbandonata saltando alcuni titoli. Questa produzione si tratta del sesto capitolo della saga, prodotto a quanto pare solo per l’home video, perchè non mi pare di aver letto o sentito notizie su un’uscita nei cinema.

In questo sesto capitolo, che sembra quasi essere una produzione low-budget, assistiamo ad une vera e propria ed assurda carneficina ad opera della famosa bambola, sulla quale scopriremo inoltre alcuni (poco) interessanti retroscena. Non vi è una vera e propria costruzione della tensione, basandosi più che altro su sussulti improvvisi.

Nemmeno la parte ilare, che nei primi due capitoli, anche se relativamente, funzionava, è particolarmente curata e il cast mi è sembrato composto prevalentementi da mezzi cagnacci. Per Halloween voglio vedere un horror vero. Ho già pronte un paio di chicche di cui sul web si parla molto molto bene, vedrò se riuscirò a godermele, dato che di andare ad una festa in maschera in discoteca non se ne parla. Ma mai nella vita!

La maledizione di Chucky

Voto: 4,5

Recensioni Trash – Episodio 6: “Il ritorno dei pomodori assassini”


USA 1988
Titolo Originale: Return of the Killer Tomatoes!
Regia: John De Bello
Sceneggiatura: Stephen F. Andrich, John De Bello, Costa Dillone, J. Stephen Peace
Cast: Anthony Starke, George Clooney, Karen M. Waldron, Steve Lundquist, John Astin, J. Stephen Peace, Michael Villani, Frank Davis, Harvey Weber, Charlie Jones, John De Bello, Ian Hutton, Rick Rockwell
Durata:
98 minuti
Genere:
Azione

La trama in breve: 25 anni dopo la guerra dei pomodori, questo ortaggio è stato bandito e dichiarato illegale e molti sono ancora terrorizzati dall’esperienza. Il prof Cancrena però è intenzionato a conquistare il mondo grazie ad una macchina in grado di trasformare i pomodori in esseri umani.

No vabbè, il mio voler farmi del male in certe serate non ha proprio alcun limite e questo film fa male, malissimo, alla salute mentale di chi lo guarda. Si dice che “chi va con lo zoppo impara a zoppicare” e quindi se guardando il film ne va della mia salute mentale, vuol dire che chi lo ha girato e chi lo ha scritto sono dei veri e propri pazzi psicopatici rinchiusi in un ospedale psichiatrico.

Il film si barcamena tra una trama considerevolmente ridicola ed una recitazione ancora peggio, ponendo poi la componente action ai punti forse più bassi mai raggiunti. A tutto ciò si aggiungono battute fatte esclusivamente per fare notare quanto il film sia brutto e una recitazione enfatizzata alla massima potenza per farla volontariamente sembrare un qualcosa di costruito.

Non dimentichiamoci poi che il film è a basso costo e sia il regista che gli sceneggiatori vogliono farcelo notare: innumerevoli sono infatti le scene in cui si fa finta che la baracca venga chiusa a causa della fine del budget, o cose del genere facendo molta ironia sui pochi soldi spesi. Per il resto il film non ha proprio nulla, cosa sto qui a commentare a fare?

Voto serio: 2+
Voto trash: 7,5

Recensioni Trash – Episodio 3: “Sharknado”


Il fenomeno “Sharknado” mi aveva già colpito mentre le poche volte che riuscivo a connettermi ad internet da Pila in Val d’Aosta, girando su facebook vidi un link consigliato, intitolato “Sharknado: squali volanti per il peggior film della storia”. Ovviamente la cosa non poteva che colpirmi, costringendomi, una volta tornato, a procurarmi il film, a fare girare la notizia tra i miei amici cultori del trash e a radunare un manipolo di persone per godercelo insieme.

La “recensione” che sto per fare mi verrà molto diffilce, in quanto il film è così goduriosamente assurdo che per capire per bene ciò di cui sto parlando bisognerebbe vederlo. La cosa migliore sarebbe una recensione video montando spezzoni di film in stile Yotobi, ma io non ne sono in grado e spero che comunque a breve ci delizierà anche lui con una recensione del film.

USA 2013
Titolo Originale: Sharknado
Regia: Anthony Ferrante
Sceneggiatura: Thunder Levin
Cast: Tara Reid, Ian Ziering, John Heard, Cassie Scerbo, Jaason Simmons, Chuck Hittinger, Aubrey Peeples
Genere: Catastrofico

La trama in breve: Un tornado di proporzioni gigantesche abbattutosi sulla spiaggia di Los Angeles provoca l’uscita dall’acqua degli squali, che piano piano invadono la città.

Non penso di aver mai visto nella mia intera vita un film palesemente brutto così bello. Ebbene sì, se l’uso degli aggettivi vi appare contraddittorio sappiate che l’effetto è voluto. Questo è un film brutto, ma brutto tantissimo. Ma proprio tanto brutto. Eppure è bellissimo, uno dei film brutti meglio riusciti nella storia, tanto da renderlo bello.

Il film è brutto perchè realizzato tutto con una computer grafica assolutamente disastrosa. Persino i pullman e alcune automobili sono realizzate in computer grafica. Il film è brutto per la presenza di green screen che non creano affatto l’illusione di un paesaggio, ma sembrano un disegno in due dimensioni.

Il film è brutto perchè vi sono un’infinità di cambiamenti climatici nel giro di pochi secondi: a volte c’è il sole, altre volte è sera, altre volte siamo vicini al tramonto, a volte piove come se ti trovassi sotto una cascata e subito dopo smette. Il film è brutto perchè è condito da battute epiche e ad effetto che sono talmente brutte da far ridere.

Il film è brutto perchè gli squali sono orribilmente brutti. Tutta questa serie di chiamiamoli “difetti” (la parola più adatta sarebbe “disastri”) alla fine della fiera rende il film spassosissimo. Perchè? Perchè fa ridere tantissimo. Un’ora e mezza di azione e assurdità talmente illogiche da provocare risate incontrollate in molti frangenti del film.

E l’unica cosa che posso dirvi è che se volete divertirvi veramente questa recensione non servirà a nulla: guardatevi sto benedetto film!

Voto serio: 3
Voto trash: 9

Sexy Evil Genius


USA 2013
Titolo Originale: Sexy Evil Genius
Regia: Shawn Piller
Sceneggiatura: Scott Lew
Cast: Michelle Trachtenberg, Seth Green, Katee Sackhoff, William Baldwin, Harold Perrineau, Anthony Michael Hall
Genere: Commedia, Thriller

La trama in breve: Tre sconosciuti si ritrovano nello stesso bar ed hanno una cosa in comune: la loro ex fidanzata, Nikki, che li ha invitati tutti e tre per annunciare loro l’imminente matrimonio con l’avvocato che l’ha scagionata da un caso di omicidio. Pian piano però il vero piano di Nikki viene a galla…

In realtà non è che ci sia moltissimo da dire riguardo questo film. La trama è semplicissima, la storia si svolge quasi interamente in un solo luogo, ad eccezione di qualche flashback che servono a spiegare gli eventi che hanno portato a ciò che viene narrato nel film. Per il resto non è che ci sia molta azione e tutto il film è giocato sui dialoghi. Il tutto è decisamente molto prolisso.

Il cast è composto interamente da ex star di telefilm, Seth Green e Michelle Trachtenberg vengono entrambi da “Buffy – The Vampire Slayer”, il capolavoro che ha lanciato Sarah Michelle Gellar, firmato Joss Whedon (sì, quello di “The Avengers”), mentre Harold Perrineau ha partecipato a quella che tuttora io considero LA SERIE, “Lost”. La protagonista Katie Sackhoff invece ha avuto più che altro ruoli secondari in molte serie tv, mentre in questo periodo è impegnata con “Longmire” (che penso non vedrò mai).

Per tutta la durata del film non ho fatto altro che dire “Niente male! Ma nemmeno niente bene!” E’ un filmettino da guardare se non si ha proprio niente da fare, si è particolarmente stanchi e non si ha alcuna voglia di impegnarsi. Per il resto un film a cui sono rimasto totalmente indifferente.

Voto: 5/6

Recensioni Trash – “Komodo” & “La casa degli Zombi”


Dopo una serata all’insegna dei filmacci come quella di ieri, era giunto il momento di scrivere qualcosina anche sul cinema quello brutto. Ma siccome non dedicherò due articoli a ciò che ho visto ieri sera, raccolgo entrambe le brevi recensioni in un unico post, sperando che un giorno qualcuno condivida con me la tragica sorte di aver visto questi film.

Komodo

Australia, USA 1999
Titolo Originale: Komodo
Regia: Michael Lantieri
Cast: Jill Hennessy, Billy Burke, Kevin Zegers, Paul Gleeson, Nina Landis, Michael Edward-Stevens, Simon Westaway, Bruce Hughes, Jane Conroy, Melissa Jaffer, Brian McDermott, Nique Needles
Genere: Avventura, Horror

La trama in breve: Patrick, 15 anni, vive con i genitori in un cottage su un’isola al largo della Carolina del Sud. Una notte i loro genitori vengono uccisi e mangiati da un mostro. L’evento lascia Patrick in stato di shock, incapace di ricordare ciò che accadde quella notte.

Detto francamente il film in questione è un ricettacolo di scene assurdamente inspiegabili e di banalità senza fine. Dopo un inizio che vuole dare l’impressione di essere davanti ad una produzione quanto meno non amatoriale, ci ritroviamo catapultati in una storia senza un capo e senza una coda. O meglio, il capo ce l’avrebbe anche, quasi, è la coda che manca completamente.

A parte degli enormi draghi di Komodo a fare da mostri (come direbbe Maccio Capatonda tra l’altro sono graficamente fatti “male da Dio”), non si riescono a capire molte cose, come ad esempio la presenza dei ricercatori che devono coprire un ipotetico mistero sulla comparsa dei mostri ma alla fine tutta la storia di sottofondo viene mandata a tarallucci e vino.

Gli attori fanno abbastanza pena, c’è il Billy Burke che sto vedendo in “Revolution” e in questa parte non è nient’altro che un tamarro. Niente di più. Quasi come in “Revolution”. Gli altri interpreti sono quasi da buttare. Come in ogni film in cui c’è un gruppo che si rispetti c’è anche un uomo di colore che viene ammazzato quasi subito ma con atroci sofferenze.

Voto:3

La casa degli zombi

USA 1977
Titolo Originale: The Child
Regia: Robert Voskanian
Cast: Laurel Barnett, Ruth Ballan, Frank Janson, Rosalie Cole, Richard Hanners
Genere: Horror

La trama in breve: Alicienne torna nel suo paese natale per lavorare come governante nella casa della famiglia Nordon. Nella casa vivono il padre con i due figli, orfani di madre morta poco prima. Rosalie, la figlia minore è molto viziata e antipatica, si comporta in modo strano e vistia il cimitero di notte, dicendo di incontrare degli amici che però nessuno ha mai visto.

Questo film è la totale esaltazione del cinema spazzatura. Per prima cosa, gli interpreti della storia sono tanto antipatici quanto assolutamente insopportabili, roba da odio incontrollato e il loro modo di recitare è probabilmente una delle cose peggiori che abbia mai visto su uno schermo. Se la giocano giusto con “monofaccia” Kristen Stewart.

Altra cosa, il film è stato letteralmente riempito di lunghissime scene in cui non succede assolutamente nulla, si hanno inquadrature mirabolanti ma fatte assolutamente a casaccio, tagli di scena che sembrano fatti con una mannaia direttamente sulla pellicola e stacchi repentini. La colonna sonora è composta da quella tipica musica che tende a stuprarti letteralmente il cervello. Sembra quasi composta da un ciccione che cade continuamente sulla tastiera di un pianoforte, o da un bambino che si diverte a picchiare con le mani sulla tastiera toccando tasti a caso e tutti in una volta.

Gli zombie sono fatti col culo. Hanno la conformazione fisica degli uomini di colore, ma vengono sbiancati col cerone. Non si capisce mai per tutto il film se la storia avviene di giorno o di notte. Anzi, meglio, il giorno e la notte sono disposte casualmente lungo l’arco della giornata. A un certo punto è giorno, subito dopo inspiegabilmente notte e viceversa, ma la vicenda prosegue liscia come se non fosse passato del tempo.

Va bene fare i film a basso costo, ma esistono delle perle a basso costo. Questa non è una perla. Siamo noi pirla ad averlo guardato.

Voto: 0,5 (lo 0 e l’1 sono concetti matematici troppo importanti, ma al contempo non si può andare oltre l’1 come voto)

La casa nel vento dei morti


Italia 2012
Titolo Originale: La casa nel vento dei morti
Regia: Francesco Campanini
Cast: Luca Magri, Francesco Barilli, Marco Iannitello, Nina Torresi, Sara Alzetta, Paola Crecchi, Valeria Colombo, Annalisa Schettino, Adriano Guareschi, Loredana Piedimonte
Genere: Thriller

La trama in breve: Quattro uomini, dopo una rapina all’ufficio postale, sono costretti a fuggire con la refurtiva verso le montagne in cerca di rifugio. Durante la fuga uno dei tre muore a causa di una ferita subita durante la rapina. Arrivati ad una casa dispersa in mezzo ai boschi, la loro fuga si trasformerà in un incubo.

Nel corso dei molti articoli che ho scritto in questo quasi anno e mezzo di attività nella blogosfera non ho mai nascosto il mio gusto per il trash e per i B-Movie. Il problema è che ci sono B-Movie come “Machete”, che sono esaltazione di scene trash e che fanno abbastanza godere lo spetgtatore, mentre ci sono altri tipi di B-Movie. Quelli veramente brutti, in ogni suo particolare.

Il problema di questo film, ma già me lo aspettavo eh, è che è da una parte totalmente sconclusionato, dall’altra vive su riprese fatte con uno stile al limite dell’accademico, troppo compassate e talvolta risultano ridicole. Basta pensare alle scene un po’ più horror in cui sembra sia stato usato l’effetto che io chiamo comunemente “spegnere e riaccendere la telecamera”.

La recitazione è al limite del ridicolo. Gli attori protagonisti sembrano quasi arrivati dai trailer di Maccio Capatonda. Il problema è che gli attori della compagnia di Maccio (tra parentesi, a breve post fiume sulla sua nuova creazione “Mario”), sono veramente molto bravi a “recitare male” creando l’effetto comico. Questi attori recitano male e basta, volendo sembrare seri. Si salva solo Nina Torresi, che però dura in scena una cosa come dieci minuti prima di morire.

Poteva essere un B-Movie cult trash. E’ solamente un film molto brutto.

Voto: 3

Wrong


Francia, USA 2012
Titolo Originale: Wrong
Regia: Quentid Dupieux
Cast: Jack Plotnick, Éric Judor, Alexis Dziena, Steve Little, William Fichtner, Regan Burns, Mark Burnham, Arden Myrin, Maile Flanagan, Gary Valentine, Barry Alan Levine
Genere: Commedia

La trama in breve: Dolph, svegliatosi una mattina, scopre che il suo cane è scomparso. Durante la ricerca del suo cane incontrerà acluni bizzarri personaggi ed andrà incontro a varie peripezie.

Dai creatori di “Rubber” arriva un altro film fatto assolutamente della stessa pasta del suo predecessore, pieno di momenti di non-sense, ma stavolta con un protagonista umano e un co-protagonista, che però rimane nell’ombra, canino. Visti i precedenti del regista Quentin Dupieux, il confronto viene assolutamente spontaneo e quindi, se da una parte “Rubber” si rivelava una produzione geniale, un’esaltazione del non-sense e riusciva anche ad essere coinvolgente nonostante il suo ritmo fondamentalmente abbastanza lento, questo “Wrong” secondo me rappresenta un piccolo passo indietro nella carriera del regista.

Si perchè qui il ritmo è decisamente troppo lento per fare risultare la pellicola un qualcosa di realmente coinvolgente, così come la presenza di dialoghi particolarmente prolissi e boriosi fa abbastanza calare l’interesse. Abbastanza interessante ed esilarante è invece il motivo per cui il cane del protagonista, interpretato da un bravo Jack Plotnick viene rapito.

Abbastanza divertente ed anche pazzoide è invece Master Chang, interpretato da un ottimo William Fitchner, già visto in produzioni televisive quali “Prison Break” o la pessima “Invasion”, mentre al cinema ha interpretato ruoli minori in grandi produzioni quali “Il cavaliere oscuro”. Il suo personaggio è l’essenza dell’intero film, che riesce però parzialmente nel suo intento.

Voto: 6,5

The Hunt for Gollum – La caccia a Gollum


Visto che questa sera andrò (finalmente) a vedere “Lo Hobbit”, ho deciso di dedicare la serata di ieri a vedermi due prequel, fan-made, della trilogia de “Il Signore degli Anelli”, in attesa appunto di vedermi il film attesissimo di questa sera.
Di seguito la recensione del primo dei due prequel, intitolato “La caccia a Gollum”,

Gran Bretagna 2010
Titolo Originale: The Hunt for Gollum
Regia: Chris Bouchard
Cast: Adrian Webster, Patrick O’Connor, Arin Alldridge, Rita Ramnani, Christopher Dingli, Max Bracey
Genere: Fantasy

La trama in breve: Il film narra l’avventura di Aragorn alla ricerca di Gollum, un tempo proprietario dell’ Unico Anello, pregato da Gandalf di compiere un viaggio verso Est per le ricerche.

La storia che viene raccontata in questo mediometraggio fan-made basato su “Il Signore degli Anelli” si trova come appendice all’opera di Tolkien e proprio da queste note il regista ha deciso di trarre questo piccolo film.

Chiaramente dal punto di vista tecnico l’opera non è delle migliori, così come sia gli attori che i doppiatori italiani si vede che hanno delle basi di recitazione ma non hanno molta dimestichezza col mezzo. Altra cosa invece è il montaggio, abbastanza apprezzabile, con la presenza di alcune scene oniriche che contribuiscono molto bene nella creazione dell’atmosfera.

Aragorn unico protagonista della storia, che non viene sviluppata granchè bene, ma sempre di un’opera fan-made si tratta e non ci si può aspettare la perfezione. La resa di Gollum invece mi è parsa abbastanza riuscita, così come il suo doppiatore da elogiare. Apprezzabilissimo invece lo sforzo di regalare agli appassionati della trilogia di Tolkien un qualcosa da apprezzare al di fuori di essa.

Nel tardo pomeriggio in arrivo la recensione del secondo prequel fan-made “Born of Hope”

Voto: 6,5

Iron Sky


Consigliatomi da un amico in quanto film trash con discreto successo di quest’anno. Ovviamente sapete bene che ogni tanto devo guardare un film che sia completa spazzatura, valutandolo, ovviamente, come tale.

Germania, Finlandia, Australia 2012
Titolo Originale: Iron Sky
Regia: Timo Vuorensola
Cast: Julia Dietze, Udo Kier, Peta Sergente, Kym Jackson, Aglaja Brix, Stephanie Paul, Götz Otto, Christopher Kirby, Monika Gossmann, Jim Knobeloch
Genere: Fantascienza, Azione

La trama in breve: Durante una spedizione sulla Luna, due astronauti scoprono che su di essa, nel lato oscuro, risiedono i nazisti, fuggiti dalla Terra dopo la Seconda Guerra Mondiale e pronti a creare un quarto reich, sferrando un micidiale attacco al pianeta.

La trama di questo film può sembrare una grandissima pacchianata ed in effetti lo è. Nel senso, uno legge una trama del genere e mai gli verrebbe voglia di guardare questo film, o sbaglio? Oppure, allo stesso modo, uno legge una trama del genere e dice: “Questo film deve essere una cagata talmente colossale che devo vederlo!”.

Ho visto questo film su consiglio di un amico, quindi non ho potuto avere lo stesso approccio che ho descritto sopra, però, a posteriori, posso dire che quasi sicuramente avrei avuto il secondo approccio. Sì perchè, come tutti i film trash, non è di certo una visione imprescindibile nell’esistenza della cinematografia e nella vita quotidiana di ognuno di noi, ma è comunque in grado di offrire qualche spunto di riflessione e, soprattutto, qualche perla di sottilissima comicità.

Infatti se si riesce a passare oltre l’ostacolo degli attori cani degli effetti speciali che lasciano abbastanza a desiderare (considerando che si tratta comunque di un film d’azione e di fantascienza), il merito principale della pellicola è quella di non prendersi sul serio. Cosa che sarebbe comunque, anche volendo, risultata impossibile. Chi prenderebbe sul serio un film del genere? Nemmeno i suoi creatori penso.

Ed è così che riusciamo a vedere alcune perle, ironiche ed autoironiche, come il far dipendere la conquista del mondo da un telefonino, come l’utilizzo di una guerra come campagna elettorale, come la riunione tra i rappresentanti delle nazioni che prende risvolti assolutamente esilaranti.

Ed è così che di un film scontatissimo fin dalla prima scena si riesce comunque a tirarne fuori qualcosina. Non è niente, ma si può comunque apprezzare lo sforzo.

Voto: 5/6