The Vampire Diaries – Season Finale: “Graduation”


Procede a vele spianate la rassegna sui finali di stagione andati in onda questa settimana ed oggi è il turno di una serie che, un po’ mi vergogno ad ammetterlo, ma mi piace. Mi piace, mi piace, mi piace!!! Prima però, l’abituale riepilogo delle puntate precedenti.

Piano piano questa serie vampiresca sta sempre più dirigendosi verso il trash più duro e puro ed io ogni tanto ho bisogno di nutrirmi di telefilm spazzatura, motivo per cui questa serie, che anche sulla componente trash riesce a fare abbastanza bene, continua a piacermi abbastanza. La serie rispetto alle prime tre stagioni è calata abbastanza, visto che comunque le storie vengono molto tirate per il lungo giusto per allungare il brodo.

Qualche buco di sceneggiatura e qualche scelta scellerata sul destino dei personaggi è stata anche fatta, ma è normale. Giusta è l’idea che gli spettatori siano i padroni della televisione e giusto è anche, ogni tanto dare qualche contentino ad essi, ma senza snaturare lo show. Le troppe storie con evoluzione parallela hanno lasciato abbastanza interdetti e creato soprattutto confusione negli spettatori.

La quarta stagione mi è discretamente piaciuta, non esageratamente e non mi ha nemmeno fatto schifo come a molti. Elena vampiro è passata dall’essere un personaggio abbastanza interessante a rivelarsi l’odio allo stato puro. Ho apprezzato la parte che riguardava gli “Originals”, soprattutto per quanto riguarda Rebekah e il suo desiderio di diventare umana. Apprezzatissimo il ritorno di Katherine nelle puntate finali della stagione. E’ incredibile come Nina Dobrev sia in grado di farsi odiare con il suo personaggio buono e di farsi amare alla follia con il suo personaggio cattivo.

[ATTENZIONE PRESENTI LEGGERI SPOILER] Nel season finale assistiamo alla resa dei conti riguardo a molte delle storie che avevamo seguito nel corso della stagione. Apprezzatissimo il ritorno di alcuni personaggi dal mondo dei morti a causa della rottura del velo operata da Bonnie (RIP Bonnie, ti adoravo alla follia), come Alaric e Jeremy. Anche dei personaggi cattivi, perchè no, soprattutto dei due cacciatori. Uno scontro epico tra Elena e Katherine (perchè usare la cura su Katherine, adesso come fa a fare la cattivona da umana? Io la amavo! Riuscirò ad amarla ancora???) e un cliffhanger finale che lascia con una voglia assurda di seguire la quinta stagione. [FINE DEI LEGGERI SPOILER]

Come vedete non ho parlato per niente delle varie storie Stelena, Delena, Klaroline, e chi più ne ha più ne metta, perchè in questa serie della parte sugli sbaciucchiamenti vari mi interessa pochino, anche se sono una componente fondamentale. Per quello c’era “The O.C.” e ora “Pretty Little Liars”. Dopo, il nulla. Comunque per questa stagione ha vinto Delena. Siete contente?

Voto alla quarta stagione: 6,5
Voto al season finale: 7

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Arrow – Season Finale: “Sacrifice”


Continua la rassegna dei finali di stagione a cui stiamo assistendo in questa settimana e tra i tanti appuntamenti non poteva mancare una delle nuove serie più amate dell’intera stagione, Arrow. Ma prima, il consueto riassunto se vi foste persi delle puntate!

Il genere di serie a cui appartiene Arrow non è che mi sia sempre particolarmente andato a genio. Più che altro ritengo “Arrow” un eroe poco interessante, o per lo meno dall’interesse non tale da dedicargli un’intera serie. Ho dovuto però dare un’opportunità all’episodio pilota, giusto così, quasi come per senso del dovere e tra i pilot visti in autunno mi è sembrato senza ombra di dubbio uno dei migliori.

Col passare delle puntate la serie però aveva già iniziato ad assestarsi su livelli medi, rimanendo una di quelle serie che sì, ci sta che vengano guardate, ma se c’è di meglio si possono pure accantonare. Dunque bene, belle scene d’azione, storie secondarie di interesse anch’esso secondario e si guarda solo la storia principale disinteressandosi dei vari riempitivi.

Bene invece il season finale, in cui vi è una concentrazione di tensione che lascia per tutti i 40 minuti della sua durata con il finale sospeso. Titolo dell’episodio finale azzeccatissimo tra l’altro, visto che il sacrificio farà da sfondo ad ogni vicenda che ci viene narrata nel corso della puntata. Scontro finale tra Oliver e Merlyn aspettato e dovuto, ma reso assolutamente in modo molto buono.

Finale con un qualche clichè di troppo, come ad esempio la storia della doppia bomba (quasi mi ricordava “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”), ma che scampa dalla banalità di un happy ending fin troppo scontato. Finale che ci toglierà di mezzo un bel personaggio, peccato. Finale che, senza un vero e proprio cliffhanger, comunque lascia possibilità per creare una seconda stagione all’altezza e, forse, migliore della prima.

Voto alla prima stagione: 6+
Voto al season finale: 7

Supernatural – Season Finale: “Sacrifice”


Prosegue la settimana dedicata ai finali di stagione delle serie tv che sto seguendo. Oggi è il turno di Supernatural, giunto ormai all’ottava stagione e del quale a settembre/ottobre vedremo la nona. Ma prima, il solito riepilogo delle puntate precedenti.

Dopo la abbastanza deludente settima stagione ed una sesta abbastanza al di sotto di ciò a cui eravamo stati abituati con le prime cinque stagioni (la serie sembra abbia compiuto il “salto dello squalo” proprio con l’ultima puntata della quinta stagione, raggiungendo il suo apice e dirigendosi verso un calo inesorabile), ecco che con questa ottava stagione abbiamo assistito ad una buona risalita.

Intanto, finalmente, vengono usate a dovere tutte le componenti che rendono interessante la storia. I demoni, capitanati dal cattivone Crowley, sono il principale antagonista, tanto che l’obiettivo era proprio la chiusura dei cancelli dell’Inferno. Gli Angeli, che rimangono degli esseri ambigui, per i quali non si sa se simpatizzare o meno, se siano buoni o cattivi etc. etc. Infine vengono introdotti vari nuovi personaggi dall’importanza più rilevante del normale ma meno di quelli appartenenti alle due grandi categorie.

Uno di questi è Benny. Ora vorrei spendere due parole sul suo ruolo. L’inizio della stagione faceva assolutamente ben sperare per come sarebbe poi proseguita nel corso delle puntate. La sua presenza è stata determinante per permettere a Dean di uscire dal Purgatorio e il suo personaggio ha funzionato alla perfezione le volte in cui è stato chiamato in causa. Nelle prime puntate di questa ottava stagione, le volte in cui mancava Benny se ne sentiva abbastanza la mancanza, in quanto la serie sembrava avesse preso la piega inconcludente della passata stagione.

Poi la risalita e l’assoluta esplosione nel finale. Ok, come per tutto il resto della serie anche in questa ottava stagione non sono mancate le puntate riempitivo, i cosiddetti filler, ma a questo siamo abituati, è una delle cose che contraddistingue Supernatural e comunque, ogni seie tv esistente ha delle puntate filler. In questo finale di stagione assistiamo alla resa dei conti. Il finale è duplice: da un lato telefonato (mi riferisco alla parte che riguarda i demoni), dall’altro assolutamente sorprendente ed epico, che lascia buone, buonissime speranze sulla via che verrà intrapresa per la prossima stagione. La scena finale poi è qualcosa di assolutamente sopra le righe!

Voto all’ottava stagione: 7
Voto al season finale: 7,5

Arrow


Arrow
(serie tv, stagione 1, ep. 1-3)
Rete Americana: The CW
Creatore Greg Berlanti, Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg
Cast: Stephen Amell, Colin Donnell, Katie Cassidy, David Ramsey, Willa Holland, Jamey Sheridan, Susanna Thompson, Paul Blackthorne
Genere: Azione

La trama in breve: Oliver Quinn è un miliardario che, sopravvissuto ad un naufragio e dopo aver vissuto per cinque anni in un’isola deserta, torna a casa con l’intento di combattere il crimine, nei panni dell’eroe “notturno” Arrow (Freccia Verde in italiano).

E così, anni dopo la fine delle avventure di Superman, che con Smallville ci aveva presentato il personaggio di Arrow come un buon comprimario, ecco una serie interamente dedicata a lui. E’ chiaro che un’idea del genere, che arriva dopo una serie che ci aveva abbastanza stracciato i maroni per ben dieci anni, può essere accolta con estremo scetticismo. Ma qui arriva la bella sorpresa. Intanto la decisione di tagliare completamente i ponti con il personaggio presentatoci nella vecchia serie, creandone uno con un volto nuovo e soprattutto presentandolo partendo dall’inizio.

Ed è così che grazie ad un episodio pilota assolutamente ben girato, sopra la media rispetto agli standard della rete su cui viene trasmesso, abbiamo un buonissimo protagonista, interpretato abbastanza bene da Stephen Amell, e dei buoni cattivi da combattere. E’ chiaro che l’inizio punti prevalentemente sulla creazione di una trama piuttosto verticale, ma già qualche assaggio di trama orizzontale, che poi è quella che tiene attaccati allo schermo, ci è stato dato.

Come per ogni serie della CW che si rispetti ci vuole il sentimentalismo. Perchè in una rete guardata prevalentemente da un pubblico giovane c’è bisogno di mettere un po’ di sentimentalismo a quanto pare (ho da poco compiuto 22 anni, sono giovane, ma non ne sento assolutamente il bisogno, però mi adatto a quello che vogliono i network). Ed è per questo che ci viene in aiuto la bella, secondo la mia opinione bellissima Katie Cassidy (per chi ha seguito “Supernatural”, la Ruby bionda vi dice qualcosa?) in versione moretta. Che si, è un’attrice assolutamente anonima, ma mi dà comunque un motivo in più per continuare a guardare la serie (nonostante il guardare qualcosa solo perchè c’è l’attrice gnocca è una pratica che schifo nel profondo).

Nulla di nuovo come serie, ma riesce a coinvolgere fin da subito grazie a buone scene d’azione condite da rivedibili parti sentimentali. Comunque per ora una serie buona.

Voto: 6,5

Supernatural – L’evoluzione


Negli ultimi post mi sono sempre dedicato a scrivere qualcosina sulle serie nuove, quelle appena uscite che fanno più o meno successo in America. In questo articolo invece cercherò di rappresentare, in maniera più o meno personale, come una serie di buon successo, che ha ormai sette anni, si sia evoluta nel tempo e durante le sei stagioni e mezzo che sono finora andate in onda.

Sam e Dean agli inizi… Sam è diventato quasi un’altra persona!

Come chi l’ha vista sa bene tutto inizia il 2 Novembre del 1983, quando Mary Winchester muore per mano di un demone che incendia la loro casa. Da quel momento il marito John decide di vendicarla, addestrando i suoi stessi figli alla vita da cacciatori di demoni, mostri e varie ed eventuali, con l’obiettivo di trovare quel demone che uccise la moglie. Ventidue anni dopo, John scompare misteriosamente e Dean decide di andare a cercare Sam all’università di Stanford per chiedergli un aiuto nelle ricerche. Inizialmente riluttante, Sam decide di seguire Dean, dopo che la sua ragazza viene uccisa dalle stesso demone che ventidue anni prima gli portò via la madre. La prima e la seconda stagione si occupano fondamentalmente delle ricerche di questo demone, Azazel, che ha sparso in giro per il mondo il suo sangue, facendolo bere ai bambini nel giorno del compimento del loro sesto mese ed uccidendo le loro madri. Ovviamente Sam è tra questi.

Con una prima stagione dalla forte verticalità (le puntate sono molto divise l’una dall’altra e sembra che la trama reale dell’intera serie non interessi) sono state create una seconda stagione che pur mantenendo una gran componente verticale (il demone/mostro di settimana c’è sempre) vuole comunque tenere ben chiaro quale sia l’obiettivo, senza mai farcelo dimenticare. Ed è dalla seconda stagione che iniziano anche le grandi citazioni o rivisitazioni bibliche. Infatti Dean, per resuscitare Sam ucciso da uno dei mostri creati da Azazel, sigla un patto con un demone, che in cambio gli chiede la sua vita esattamente un anno dopo.

Ed è così che si è creata una grande trama orizzontale per la terza stagione. Un piccolo escamotage, come l’uccisione di uno dei due fratelli, crea le premesse per la terza, ma perchè no anche per la quarta e la quinta stagione, le tre meglio riuscite sicuramente. Mentre nella terza si cerca una via per salvare Dean da morte certa conosciamo il demone Lilith, che ci accompagnerà per due stagioni, così come Ruby, anche lei demone che cercherà l’amicizia dei due fratelli. Ma come ormai sappiamo, i demoni mentono, è nel loro “DNA” e forse l’amicizia di Ruby non era la più giusta.

Ecco i due corpi (molto molto sexy), di cui si è impossessata Ruby!

Dicevo, la terza, la quarta e la quinta stagione sono quelle più riuscite. Alla fine della terza non si riesce a salvare Dean dal patto col demone. Risultato: un’altra resurrezione, preparata per la prima puntata della stagione successiva, per mano di Castiel, un Angelo mandato da Dio. Ecco è in questa stagione che i due fratelli scoprono che oltre a qualcosa sotto di loro (l’Inferno), c’è anche qualcosa al di sopra, il posto in cui vivono Angeli e Arcangeli. Ed è nella terza stagione che ci viene introdotta la trama per l’Apocalisse, che si verificherà se Lilith riuscirà ad aprire i 66 sigilli necessari per aprire la gabbia di Lucifero. I nostri eroi però non sanno che il loro maggiore nemico, proprio Lilith, è l’ultimo sigillo e che quando verrà ucciso, le porte dell’Inferno si apriranno, mettendo Sam e Dean davanti al loro destino. Ebbene si, Lucifero vs Michele, per i quali i due dovranno essere il tramite terreno. Sam sarà il tramite di Lucifero, mentre Dean è destinato ad essere quello di Michele. Qui scopriamo anche che tutto era stato preparato a puntino, già da Azazel il 2 Novembre del 1983, rendendo Sam l’unico uomo al mondo in grado di fare da tramite per Lucifero.

Castiel col suo impermeabile da esibizionista!

Mentre entrambi non vogliono adempiere al loro destino, si dovrà arrivare ad una conclusione in qualche modo, e mentre Sam accetta di fare da tramite a Lucifero, Dean non accetta di farlo per Michele e così, scoperto un modo per riaprire la gabbia, Sam/Lucifero si getta all’interno di essa assieme al nuovo tramite di Michele, ponendo probabilmente fine ad un’era. Infatti, non c’è modo per liberare Sam da laggiù.

Ma, ecco, sorpresa delle sorprese, all’inizio della sesta stagione Sam ritorna. Senza anima. Si perchè con l’anima sarebbe stato tutto troppo difficile, sopportare tutto ciò che aveva visto Sam durante lo scontro epocale tra Lucifero e Michele all’interno della gabbia. Ma Sam ha bisogno della sua anima e allora “Morte” (uno dei cavalieri dell’Apocalisse) decide di costruire una barriera all’interno del suo cervello, che non gli permetta di “ricordare”. Una sesta stagione che è sicuramente la meno riuscita di tutte. Un mischione tremendo in cui non si capisce bene, se non proprio nelle ultime puntate, dove si voglia andare a parare. Eh si, perchè Castiel, ormai corrotto dal demone Crowley (che è diventato il nuovo padrone dell’Inferno dopo la dipartita di Lucifero), decide di conquistare il Purgatorio (abbiamo conosciuto l’Inferno, il Paradiso, una qualche citazione del Purgatorio ci stava anche) per impossessarsi di tutte le anime che vi abitano e diventare il nuovo “Dio”. In questa serie si torna alla verticalità vertiginosa, puntate e storie di due/tre puntate fini a sè stesse, in cui solo il finale, indegno per quello che poteva diventare, ma recuperato alla grande a inizio settima stagione, riesce a dirci qualcosa di utile.

Il primo corpo di cui si è impossessato Lucifero ed anche il corpo che vede Sam nel suo delirio post-gabbia!

La storia Castiel-Dio infatti non può durare a lungo. Il corpo di un semplice angelo non può contenere tante anime così potenti, tra cui spiccano tutte le anime dei Leviatani (altra bella citazione biblica) che prima o poi avranno il sopravvento su di lui e inizieranno a terrorizzare il mondo. Ora. La settima stagione per come viene presentato il cattivo di turno, per come Sam sia in preda alla pazzia dovuta all’abbattimento della barriera del suo cervello, era iniziata molto bene. Ma piano piano la storia di Lucifero viene accantonata (e ripresa solamente molto bene nell’ultima puntata prima della pausa) e i Leviatani fanno vittime per tutta la prima parte di stagione e sono al centro dei pensieri dei due fratelli, per poi sparire inspiegabilmente (a memoria saranno cinque o sei puntate che non se ne parla) in maniera poco poco credibile, sperando che venga ripresa fin da subito quando, tra tre settimane la serie ricomincerà.

Allora, io amo questa serie. E’ chiaro che sia calata, il calo, dopo sette stagioni è anche fisiologico. L’importante è che la storia non scada mai nel ridicolo, abbandonando mostri e quant’altro per creare solo puntate fini a se stesse. Speriamo si riprenda bene in queste prossime puntate finali di questa settima serie, perchè sarebbe un peccato lasciarla morire così.