Un sapore di ruggine e ossa


Dopo una pausa un po’ scelta, un po’ obbligata dallo scarso tempo di scrivere qualcosa e dalla scarsa voglia di mettermi a scrivere qualcosa durante le feste, ecco che ritorno con un film, che è riuscito nell’impresa di prendere, per buona parte della sua durata, la mia anima e il mio corpo. E perchè no, anche le ossa!

Francia, Belgio 2012
Titolo Originale: De rouille et d’os
Regia: Jacques Audiard
Cast: Marion Cotillard, Matthias Schoenaerts, Armand Verdure, Céline Sallette, Corinne Masiero, Bouli Lanners, Jean-Michel Correia
Genere: Drammatico

La trama in breve: Il film segue le vite di Stephanie e di Alain. La prima, una giovane addestratrice di orche, che in seguito ad un incidente durante un’esibizione si ritrova senza gambe e costretta su una sedia a rotelle. Il secondo, che vive dalla sorella e con un figlioletto di cinque anni, è appassionato di boxe e combattimenti e fatica a trovare una propria dimensione nel mondo del lavoro. Le vite dei due si incroceranno presto , ma gli obiettivi di entrambi nella loro relazione non sempre saranno concordi.

Come può un film così non entrare nell’anima dello spettatore? Io non ce l’ho fatta, ho provato a rimanere freddo per molto tempo ma alla fine ho ceduto anche io all’emozione. Dapprima per il tragico incidente di cui è vittima Stephanie, interpretata da una sempre magistrale e sempre molto molto bella Marion Cotillard, poi per come evolve la storia di Alain, dapprima padre triste e distaccato che fatica a trovare una propria dimensione, per poi darsi ai combattimenti e riscoprire che ha sicuramente di meglio da dare a chi lo circonda.

E la storia d’amore tra i due è lo specchio di ciò che sono. Distaccata (anche se Alain ha molte attenzioni per Stephanie, dovute soprattutto alla sua condizione) e mirata all’inizio, emozionante e coinvolta alla fine dopo innumerevoli problematiche.

Audiard gioca con le nostre emozioni creando inquadrature che si concentrano soprattutto sui primi piani e sulle espressioni dei volti del protagonista. Marion Cotillard ne esce benissimo in un ruolo non semplice e che comunque sarebbe potuto sembrare alquanto ruffiano, creato per dare emozioni facili. Un Matthias Schoenaerts in stato di grazia contribuisce ancor di più a dare quel senso di disagio allo spettatore in un film che difficilmente riuscirò a dimenticare.

Voto: 8+

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Il cavaliere oscuro – Il ritorno


Con considerevole ritardo sono riuscito finalmente a guardarmi il film evento dell’anno, la conclusione della saga de “Il cavaliere oscuro”, inaugurata da Chritopher Nolan nel 2005 con “Batman Begins” e proseguita nel 2008 con il capolavoro “Il cavaliere oscuro”, con la spettacolare interpretazione del Joker da parte del compianto Heath Ledger. Ora ripercorriamo brevemente i due capitoli precedenti.

Batman Begins
Devo dire che quando lo vidi per la prima volta non mi impressionò particolarmente, ma riguardandolo un paio di volte sono abbastanza riuscito a rivalutarlo. Continuo a ritenerlo, visto anche l’ultimo episodio, il “peggiore” dei tre. Apprezzo moltissimo le atmosfere dark e come Nolan ha saputo rendere i personaggi principali, non mi ha invece particolarmente entusiasmato la trama.
Voto: 7-

Il cavaliere oscuro
Questo è stato decisamente il film che mi ha fatto innamorare della saga. Rimangono le atmosfere, la trama stavolta prende di più, grazie soprattutto alla straordinaria, veramente straordinaria, interpretazione del Joker da parte di Heath Ledger. Un film che è stato, grazie al suo personaggio principale (e guai a chi mi viene a dire che in quel film il personaggio principale fu Batman), l’esaltazione dell’anarchia, dell’imprevedibile, dell’essere fuori da ogni schema, grazie soprattutto ad uno sviluppo della storia e ad un finale fuori dagli schemi.
Voto: 9

USA 2012
Titolo Originale: The Dark Knight Rises
Regia: Christopher Nolan
Cast: Christian Bale, Anne Hathaway, Tom Hardy, Michael Caine, Marion Cotillard, Joseph Gordon-Levitt, Gary Oldman, Morgan Freeman, Nestor Carbonell, Liam Neeson, Cillian Murphy, Matthew Modine, Alon Aboutboul, Josh Pence, Juno Temple, Ben Mendelsohn, Daniel Sunjata, Burn Gorman, Josh Stewart, Tomas Arana, Tom Conti, William Devane, Christopher Judge
Genere: Azione, Supereroi

La trama in breve: Otto anni dopo gli eventi narrati ne “Il cavaliere oscuro”, Gotham City, grazie al decreto Dent, visto dall’intera popolazione come un eroe, sta vivendo un periodo di pace. Batman è scomparso dalla circolazione, e Bruce Wayne assieme a lui. Il commissario Gordon, che si sente in colpa per aver coperto la verità su Harvey Dent, sta preparando un discorso per rivelarla alla popolazione. Durante una missione però viene rapito dallo spietato Bane, che nel giro di poco tempo inizierà a terrorizzare Gotham.

L’atto finale di questa grande saga, che ha raccolto miliono e milioni di spettatori in tutto il mondo è, secondo il mio personalissimo parere, un passo indietro rispetto al suo secondo capitolo. Difficile era confermarsi sui suoi livelli e ancora più difficile trovare un cattivo all’altezza di colui che mi fece letteralmente innamorare. Bane in fondo lo ritengo un buon cattivo, purtroppo a causa del suo volto coperto è difficile valutarne l’interpretazione di Tom Hardy, così come c’è da spararsi (oppure da sparargli) per come Filippo Timi, il suo doppiatore italiano, ha reso la voce del suo personaggio.

Tutto molto convenzionale, seguendo uno schema classico che viene battuto in tutti i più grandi colossal. La confezione, come in ogni film firmato Nolan, è assolutamente perfetta, forse forse il film dura un po’ troppo (ed è secondo me uno dei difetti insiti nel regista, anche se in molti film la durata è necessaria, qui probabilmente si poteva farne a meno). La decisione di inserire molti personaggi e di dare un’importanza molto maggiore al detective Blake, interpretato dal perfetto Joseph-Gordon Levitt, può aver pagato da un certo punto di vista, mentre dall’altro può aver creato confusione.

La critica mossa da qualcuno è che il film stravolge la storia del fumetto. Io dico questo: non ho letto il fumetto, ma anche se lo avessi fatto non mi sarei aspettato di certo assoluta fedeltà. Le trasposizioni cinematografiche hanno esigenze ben precise e qualche scelta va compiuta già a livello di sceneggiatura. In ogni caso la storia narrata, pur stravolgendo il fumetto (non so se sia vero o meno), funziona eccome.

Un ultima considerazione sul protagonista Christian Bale. E’ un attore che adoro, e lo adoro veramente tanto, mi è piaciuto praticamente in tutti i suoi ruoli precedenti (mi manca American Psycho, che dicono sia il meglio da lui raggiunto). Un’interpretazione ottima in tutti i tre film della saga, che lo consegnerà di certo alla storia.

Voto: 7,5

Big Fish – Le storie di una vita incredibile


USA 2003
Titolo Originale: Big Fish
Regia: Tim Burton
Cast: Ewan McGregor, Albert Finney, Billy Crudup, Jessica Lange, Alison Lohman, Helena Bonham Carter, Robert Guillaume, Marion Cotillard, Matthew McGrory, Miley Cyrus, David Denman, Steve Buscemi, Danny DeVito, Deep Roy, Missi Pyle
Genere: Fantastico, Drammatico

La trama in breve: Edward Bloom è un uomo che ama narrare spesso storie fantastiche e spesso assurde sulla sua vita. Per tale motivo ha perso il rapporto con il figlio, che non apprezza la sua poca sincerità. Tre anni dopo Edward si è ammalato gravemente e il figlio William torna alla casa dei genitori e durante il soggiorno ripercorre tutta la vita del padre, attraverso i suoi racconti.

Il film di Tim Burton, uno dei pochi suoi lavori dalle atmosfere abbastanza felici e spensierate, riesce attraverso una favolistica semplicità a coinvolgere ogni spettatore all’interno della storia raccontata. La storia che viene raccontata, il cui protagonista è un bravissimo Ewan McGregor, è una storia che cerca anche di incoraggiare a seguire le proprie ambizioni.

Ma alla fine, è più bello raccontare fatti reali della propria vita o cercare, anche fosse solo per intrattenere, di romanzarli, in modo da renderli più piacevoli. Probabilmente è proprio questa la domanda che ci viene posta alla fine del film attraverso un finale che è nient’altro che l’apoteosi di questa domanda.

Tra i protagonisti spicca anche una bravissima Jessica Lange, in un ruolo che appare poco sulla scena, ma che si rivelerà fondamentale, in un film assolutamente emozionante dall’inizio alla fine. Sinceramente non saprei che altro dire, se non che questo è un film che consiglierei assolutamente.

Voto: 8

Inception


Eccoci giunti quasi alla fine della rassegna di film di Christopher Nolan, con la visione di Inception ora mancano solo i due film su Batman e poi sarò pronto per a fine di Agosto a guardarmi “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”. Premetto che Inception è uno dei film che mi sono piaciuti di più negli ultimi anni, vuoi per l’azione e per il ritmo serrato e quasi incontrollabile, vuoi per l’infinita simbologia che gli sta dietro che ti porta ad andare a cercare risposte anche dopo la sua visione. Risposte che ancora non mi sono complete dopo averlo visto per ben tre volte.

USA, Regno Unito 2010
Titolo Originale: Inception
Regia: Christopher Nolan
Cast: Leonardo DiCaprio, Joseph Gordon-Levitt, Ellen Page, Tom Hardy, Ken Watanabe, Dileep Rao, Cillian Murphy, Tom Berenger, Marion Cotillard
Genere: Azione, Thriller, Fantascienza

La trama in breve: Dominic Cobb è un estrattore di sogni. Egli si occupa di “rubare” i segreti di alcune persone molto importanti mentre loro dormono, entrando e manipolando i loro sogni. Assieme al socio Arthur tenta di entrare nella mente di Saito, un potente uomo d’affari, per rubargli alcuni segreti, ma l’estrazione fallisce perchè Mal, la moglie defunta di Cobb, interferisce nel sogno. Saito dunque propone a Cobb un accordo: grazie alle sue conoscenze potrà farlo tornare negli Stati Uniti, ma Cobb dovrà effettuare un “innesto”, processo inverso dell’estrazione, nella mente di Robert Fisher, erede del più grande rivale in affari di Saito.

Il sogno. Io non mi ricordo i miei sogni. Assolutamente quasi mai. Per me potrebbe essere un problema anche se la maggior parte di quelli che ricordo o sono tremendamente belli oppure mi sconvolgon tantissimo. L’idea fantascientifica che qualcuno li possa manipolare dall’esterno è qualcosa che mi affascina veramente tantissimo. Per questo probabilmente, ma non solo, amo particolarmente questo film.

Un film in cui si creano i presupposti per farsi delle domande dopo la sua visione. Un film in cui probabilmente nessuna azione, nessun oggetto, nessun sogno è lasciato al caso, tanto da doverlo rivedere più e più volte per provare ad iniziare a comprendere qualcosa della sua immensa simbologia.

L’azione che si svolge durante il film è coinvolgente al massimo e ti tiene incollato anche perchè man mano si scoprono cose sul passato di Cobb, e piano piano si rimane incuriositi su come si può fare ad innestare un’idea in una mente.

Spettacolare la scenografia, spettacolari gli effetti speciali, se non erro premiati anche con un Oscar, ma soprattutto, spettacolarissima la colonna sonora firmata Hans Zimmer, ormai un’icona nelle soundtrack dei film.

Voto: 9