Mario – Stagione 1


“E ora leggiamo, insieme ai fratelli Peluria, la recensione della serie “Mario””

Mario
(serie tv, stagione 1)
Rete Italiana MTV
Creatore: Maccio Capatonda
Cast: Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Rupert Sciamenna, Ivo Avido, Anna Pannocchia, Offa Ioladinos, Ektor Baboden, Katherine J.Junior, Pippo Lorusso, Francesca Macrì, Alberto Azarya, Maurizio Tabani, Marco Donadoni, Alberto Bigioggero.
Genere Commedia, Demenziale

La trama in breve: Mario è il famoso conduttore dell’MTG, comprato dalla Micidial Corporation che continua ad invadere la trasmissione con i suoi sponsor. Indispettito, Mario decide di lasciare il tg, ma a causa di una sciabolata (una clausola rescissoria milionaria scritta in diagonale) è costretto a rimanere e ad istruire il figlio di Micidial, Ginetto, per farlo diventare un giornalista. A ciò si aggiunge la scomparsa di Paolo Buonanima, vecchio direttore del tg e padre putativo di Mario.

Stavo pensando in questi giorni di scrivere un post utilizzando molti giochi di parole utilizzati in questa serie, ma siccome non me ne sento in grado e alla fine finirebbe per essere uno scimmiottamento, ho deciso di evitarli il più possibile.

Non starò qui a parlarvi della trama della serie, abbastanza esile ma che comunque, nel suo piccolo, riesce puntata dopo puntata a fare entrare lo spettatore per bene al suo interno. Fondamentalmente ho sempre pensato che la bellezza di un programma comico sta nella capacità di far ridere. Inoltre la risata è una cosa per così dire “intima”, nel senso che ciò che fa ridere a me potrebbe non fare ridere qualcun altro. Ad esempio a me “I soliti idioti” (tanto per citare un’altra serie prodotta da MTV) fanno veramente tantissimo schifo, eppure sono osannati (nonostante questo mi ritengo comunque superiore a chi li guarda con ammirazione).

Per favore, non ti comprare anche il mio blog!

Vabbeh, ma dunque la serie mi è piaciuta o no? O meglio, mi ha fatto ridere o no? La risposta è: tantissimo. E di riflesso, avendomi fatto ridere tantissimo nel corso delle 18 puntate che ci hanno accompagnato in questi due mesi, la serie mi è anche piaciuta tantissimo. Perchè sa alternare molto sapientemente momenti in cui ci si butta a capofitto nella trama orizzontale, a momenti in cui i servizi dell’MTG, in pratica degli sketch spassosissimi, la fanno da padrone.

E anche la poliedricità di tutti gli attori in scena, che interpretano più personaggi, è uno dei grandissimi punti di forza di questa serie. A partire da Maccio, che oltre a essere Mario è anche Oscar Carogna, inviato che cerca storie in cui la morte la fa da padrone spettacolarizzandola, Ippolito Germer, che si occupa dei servizi di salute parlando di malattie talvolta scontatissime (LA VECCHIAIA) talvolta addirittura inesistenti.

Si io ho vvisto tutto!

Altro interprete a farla da padrone è Herbert Ballerina, che interpreta Ginetto, il figlio imbecille di Lord Micidial (Rupert Sciamenna), ma soprattutto Pino Cammino, il passante di professione presente in ogni servizio di Oscar Carogna. Sfido chiunque abbia visto la serie a dire che il suo “Si io ho vvisto tutto!!!” e il suo “Come… Come ‘na catapulta”” non abbiano fatto ridere ogni santissima volta che li abbia sentiti, pur sapendo quello che stava per dire. E anzi, le suo due variabili inaspettate, “catapugno” e “scolapulta” sono state probabilmente la sua apoteosi.

Una menzione d’onore va a due personaggi che assieme a noi comuni spettatori hanno seguito la serie. Certo, da un posto privilegiato, certo, ma che comunque incarnano in toto gli spettatori della serie. I fratelli Peluria, che nel corso delle puntate hanno regalato momenti di risate di assoluta ignoranza, come nella scena del panino col prosciutto (o forse meglio dire del prosciutto col panino, tagliato a metaglio?) o quando chiamano Mario in trasmissione.

Si tratta di una serie che da una parte vuole far ridere nella maniera più ignorante e demenziale possibile, dall’altra riesce a parodiare in un modo assolutamente ottimo tutti quei programmi e servizi del tg di cui è popolata la nostra televisione. Secondo me Maccio Capatonda per questa serie si è ispirato moltissimo al godibilissimo film “The Onion Movie” (che rivedrò e recensirò a breve), o per lo meno io ci ho visto moltissime analogie.

E comunque, dopo il finale di stagione andato in onda ieri, che non conclude la serie ma ha lasciato praticamente tutte le questioni aperte, cosa che tra l’altro ci sta, in perfetto stile serie americane (solo che le serie americane cercano di concludere e di aprire qualcosa di nuovo), per piacere, Maccio, l’anno prossimo fammi una seconda stagione. MIRACCOMARIO!

Voto: 8

P.S.: Condivido qui sotto tre sketch che nel corso della serie mi hanno fatto ridere di più. Godeteveli!

Al terzo posto il servizio sul neonato killer ad Atlanta negli Stati Uniti.

Al secondo posto i fratelli Peluria alle prese con il panino al prosciutto.

Al primo posto il servizio sulla morte di Fracco Di Botte.

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