Last Action Hero – L’ultimo grande eroe


Non avendo alcun film nuovo o appena visto di cui parlarvi, oggi ho deciso di riprendere un film che ho visto giusto quel migliaio di volte, quindi è come se praticamente lo avessi visto ieri. Il film di cui parlo è secondo me uno dei pochi degni di nota della lunga carriera di Arnold Schwarzenegger, non tanto per la sua interpretazione, quanto più che altro per la comicità autoironica presente al suo interno.

USA 1993
Titolo originale: Last Action Hero
Regia: John McTiernan
Sceneggiatura: Shane Black, David Arnott
Cast: Arnold Schwarzenegger, Austin O’Brien, Charles Dance, Anthony Quinn, F. Murray Abraham, Tom Noonan, Robert Prosky, Frank McRae, Bridgette Wilson, Noah Emmerich, Mercedes Ruehl, Sharon Stone, Robert Patrick, Ian McKellen, Tina Turner, Al Leong, Art Carney, Joan Plowright, Michael V. Gazzo, Little Richard, Jean-Claude Van Damme, Damon Wayans, James Belushi, Sharon Stone
Durata: 130 minuti
Genere: Commedia, Azione

La trama in breve: Danny Madigan è un grandissimo fan di Jack Slater, personaggio interpretato da Arnold Schwarzenegger di cui ha visto tutti i film. Quando l’anziano proprietario del cinema del suo paese gli regala un biglietto magico, Danny si ritroverà catapultato all’interno dell’ultimo film della saga di Jack Slater.

Diciamolo subito. Questo film non è proprio per nulla un capolavoro, eppure è tra i miei cult personali per svariati motivi. Innanzitutto l’averlo visto almeno una decina di volte nei noiosi pomeriggi della Domenica in cui non giocava la Juve (che poi mi son sempre chiesto, lo mandano sempre proprio quando non gioca la Juve, sono fortunatissimo), ma non solo, anche l’ironia con cui il film si prende e le colonne sonore assolutamente strabilianti.

Dicevo. L’ironia. Il film, che poi alla fine si tratta di un film nel film, fa il verso al cinema d’azione e a tutti i film interpretati da Schwarzenegger, usando però uno stile identico ad essi. Frasi epiche come “Essere o non essere? Non essere!” sono presenti in tutte le salse nei film del genere di quegli anni, ma qui vengono infatizzate per renderne al meglio l’effetto ridicolo. E il fatto che il protagonista della storia si trovi all’interno di un film e quindi in grado di capirne tutte le dinamiche (dare una gomitata a un auto per rompere il vetro è una cosa normale in un film, nella realtà però ci si fa malissimo, tanto per fare un esempio) non fa che aumentare l’effetto ironico e divertente di tutta la storia.

Le colonne sonore fanno riferimento principalmente all’hard rock di fine anni ’80, con nomi altisonanti (ed anche tra i miei preferiti) come AC/DC, Def Leppars, Aerosmith, Anthrax, Alice in Chains, con canzoni di assoluta epicità e concitazione (tranne forse “Dream On” che è un capolavoro, ma di cui non si può certo dire che sia una canzone con un ritmo da action).

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Voto: 7,5

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