Il dittatore


Dopo una serata passata guardando ben due film di Sacha Baron Cohen, che avevo già visto, ma mi fa sempre piacere rivederli, ho deciso che dovevo vedere quello che mi mancava, visto che i miei amici sarebbero andato a vederlo il giorno in cui io sarei dovuto partire. E così, dopo aver visto in una sera gli esilaranti “Bruno” e “Borat”, ho scelto per “Il dittatore”.

USA 2012
Titolo Originale: The Dictator
Regia: Larry Charles
Cast: Sacha Baron Cohen, Ben Kingsley, Anna Faris, John C. Reilly, Megan Fox, Edward Norton, B. J. Novak, Chris Elliott, Kevin Corrigan
Genere: Commedia

La trama in breve: Lo stato africano del Wadiya è da anni sotto la dittatura militare di Aladeen, che ha sempre rifiutato di concedere il petrolio del suo paese alle multinazionali estere. Sotto minaccia di bombardamento in caso egli non avesse fatto un discorso all’ONU, si reca in America, proprio per fare questo discorso. Tradito dal suo braccio destro, egli viene torturato e gli viene tagliata la barba, in modo da renderlo irriconoscibile agli occhi della gente e di mandare a fare il discorso il suo sosia, un vero e proprio burattino.

“Ali-G Indahouse”, “Bruno” e “Borat”, differentemente da questo film, avevano una grossa particolarità: il tutto era girato in stile candid camera, i personaggi interpretati facevano all’epoca parte di un programma televisivo in cui appunto andavano ad intervistare personaggi famosi, che non si rendevano conto di avere a che fare con un comico. Cosa che dopo l’uscita di ben tre film e dopo che la popolarità di Sacha Baron Cohen è cresciuta, non è stata più praticabile, in quanto ormai tutti lo avrebbero riconosciuto, nei panni di uno dei tre personaggi.

Ecco che dunque questo è un film nel senso più classico del termine. C’è una storia di fondo, si vuole fare ridere e lo si vuole fare usando una sorta di satira politica e culturale. Diciamo che se da un certo punto di vista la cosa gli riesce discretamente, purtroppo questa ultima opera in cui è coinvolto Cohen, la prima opera cinematografica “classica”, ha perso tanto dello smalto che aveva nei suoi precedenti lavori.

Con questo non voglio intendere che non faccia ridere, alcune scene esilaranti ci sono, rimangono le battute prevalentemente satiriche, ma l’attore rimane troppo legato allo stile che lo aveva contraddistinto nei precedenti film, non riuscendo ad ottenere lo stesso effetto (le cose che fa in Borat in un film “vero” farebbero ridere fino a un certo punto, è proprio la candid camera e il fatto che il pubblico lo sa a renderlo un film geniale) e facendo calare abbastanza l’effetto comico.

Prima opera di cinema che però può mettere le basi per un buon futuro, visto che ormai per motivi già detti, Baron Cohen non potrà più fare candid camera come faceva a inizio anni 2000.

Voto: 6+

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Un film all’anno dalla mia nascita – Episodio 3


Eccoci con la penultima tranche del giochino che sto facendo, ovvero quello di trovare il mio film preferito per ogni anno dall’anno della mia nascita. Oggi i film dal 2001 al 2005!

2001: Donnie Darko.
Un capolavoro, poco da discutere sul fatto che questo sia il film dell’anno. Diventato nel giro di pochissimo tempo un vero e proprio cult movie, direi che nel corso degli anni per capirci a fondo ho dovuto guardarlo almeno tre volte. Protagonista “pazzo” interpretato magistralmente da Jake Gyllenhaal. Film allucinatorio per certi versi, rimane uno dei film più clamorosi dell’intero decennio per quanto mi riguarda.

2002: Ali G.
La prima commedia interpretata da Sacha Baron Cohen. Una commedia girata in stile candid camera che non ti lascia calmo per neanche un minuto di tutta la sua durata. Scene comiche da mal di pancia e da grandissimo allenamento addominale, forse il film meglio riuscito di Baron Cohen.

2003: School of Rock.
Questa è la commedia che più di ogni altra cosa nel periodo, in cui la vidi, mi ha avvicinato al mondo del rock. Colonna sonora ovviamente meravigliosa, con un Jack Black che è davvero un protagonista autorevole per questo tipo di film, avendo lui una cultura sulla musica rock davvero invidiabile. Ogni canzone è suonata per davvero e i bambini protagonisti del film suonano tutti per davvero le canzoni in cui sono impegnati

2004: Saw – L’enigmista.
Un thriller/horror geniale, uscito in un periodo in cui l’horror aveva già iniziato a vivere la crisi in cui è completamente immerso in questi anni. Colpi di scena, movente dell’omicida davvero da bad-ass, con un cattivo che è cattivo per davvero, non avendo nulla da perdere. Serie purtroppo passata allo splatter gratuito con i successivi episodi, di cui si salvano solo il secondo e il terzo per aver dato comunque una certa importanza a livello di trama.

2005: V per Vendetta.
Anche qui siamo davanti a un capolavoro. Un personaggio anche qui entrato di diritto tra i miei personalissimi cult. Un film girato magistralmente con gli attori che fanno tutti una grandissima figura sullo schermo.

Twixt


C’erano una volta i romanzi gotici, che personalmente io adoro. C’era una volta anche Edgar Allan Poe, che durante la sua carriera ha spaziato tra l’estetismo e il romanzo gotico, sapendo mischiare molto bene i due generi. Poi è arrivato Tim Burton, uno dei migliori registi nel saper portare sullo schermo il clima, l’ambientazione e la storia gotica.

Questo film non c’entra niente con Tim Burton, anzi, è firmato niente popo di meno che da Francis Ford Coppola. E’ un film dall’ambientazione e dal clima gotici e c’è, con un ruolo quasi da protagonista, Edgar Allan Poe. Però non come in “The Raven”, in cui lui è il personaggio principale, qui Poe è solo un simulacro, un’icona a cui attingere.

USA 2011
Titolo Originale: Twixt
Regia: Francis Ford Coppola
Cast: Val Kilmer, Bruce Dern, Ben Chaplin, Elle Fanning, Joanne Whalley, David Paymer, Alden Ehrenreich
Genere: Fantasy, Horror

La trama in breve: Hall Baltimore è uno scrittore di romanzi horror in declino. Durante un suo tour promozionale del suo ultimo romanzo, giunge a Swan Valley, dove lo sceriffo Bobby LaGrange gli racconta una storia, riguardante una ragazzina uccisa misteriosamente con un paletto di legno. Quella stessa notte le appare in sogno una ragazza di nome V. Quale migliore trama per il suo nuovo romanzo?

Diciamo che il trailer con cui il film veniva presentato non faceva ben sperare. Forse è uno dei peggiori trailer che abbia mai visto, sembra girato da un bambino. Ecco, se mai questo film uscirà in Italia (è stato presentato al festival di Torino, ma in Italia ancora non si sognano di farlo uscire) non fatevi ingannare dal trailer.

Già nella prima sequenza, col narratore come voce fuori campo, una cosa che non si vedeva nel cinema odierno da molto tempo, le inquadrature di una cittadina semideserta, tutto fatto molto lentamente, si capisce quale sia quanto meno la potenza narrativa di questo film. Se da un certo punto di vista la storia dello scrittore che deve scrivere un romanzo horror non è niente di nuovo, il tutto viene però mostratoci con una tecnica impeccabile.

Il vero colpo da maestro però si vede nei momenti in cui il nostro scrittore sogna. Tutto girato in bianco e nero a parte qualche dettaglio a colori, con Edgar Allan Poe a fare da guida al nostro romanziere, ritmi lenti e angosciosi e inquadrature studiate nel dettaglio.

A un certo punto, guardando questo film, mi è venuta l’impressione più volte che stesse per sbroccare e per diventare una boiata qualsiasi. La pellicola, al contrario, si dimostra molto solida. Sono rimasto molto perplesso durante tutta la sua visione. Non si riesce a capire per buona parte della sua durata dove l’autore voglia andare a parare.

Ecco, forse il finale potrebbe sembrare un po’ sbrigativo. Non voglio spoilerarvi niente perciò non vado avanti. Un’opera coinvolgente, mostruosamente tecnica, forse troppi tecnicismi, ma la storia è assolutamente di buon livello.

Voto: 7

Weekend al cinema! – 10.08.2012


E che weekend! Tantissimi film in uscita e tutti molto molto interessanti, uno più dell’altro. Ah, pensate che stia parlando di un altro weekend? Cavolo… Avete ragione, mi sa che mi sono sbagliato. Un solo film in uscita questa settimana e per giunta l’essenza dell’inutilità fatta cinema.

Nudi e felici di David Wain.
Commedia la cui uscita era stata programmata per fine dicembre, inspiegabilmente anticipata in questo periodo, forse proprio perchè periodo di magra o non sapevano cosa propinarci questa settimana. Non mi ispira per niente e, soprattutto, mi schifano quasi tutti i film in cui c’è Jennifer Aniston come protagonista. Paul Rudd in realtà mi piace abbastanza, ma non penso possa fare molto per risollevare questo film davanti ai miei occhi.

Un film all’anno dalla mia nascita – Episodio 2


Continuo questo giochino con gli anni dal 1996 al 2000. Spero continuiate ad apprezzare l’iniziativa e che partecipiate al giochino!


1996:
Scream.
Purtroppo di questo anno non avevo molto da scegliere. Poi mi sono accorto che Scream è uscito proprio nel 1996. Uno dei più bei film slasher mai fatti, dal quale, in un modo o nell’altro, negli anni successivi tutti hanno preso un qualcosina, risultando brutte copie poco originali. Un film che non si prende per niente sul serio, facendo autoironia su tutto il genere horror e sui suoi protagonisti non si era probabilmente mai visto prima.

1997: Qualcosa è cambiato.
Questa scelta è stata fatta per non fare nessun torto ai tantissimi, secondo me, capolavori di quell’anno, tra cui nelle mie preferenze spiccano “L’avvocato del Diavolo”, “Titanic” e “La vita è bella”. Scelgo questa commedia con Jack Nicholson per la sua leggerezza ed originalità, ma soprattutto per come Jack Nicholson riesce ad interpretare il suo personaggio, affetto da disturbi ossessivo-compulsivi, misantropia e misoginia, tali da rendere ogni sua battuta esilarante. Buona anche la prova di Helen Hunt e quella di Greg Kinnear.

1998: La leggenda del pianista sull’oceano.
Uno dei pochi capolavori firmati Italia nella mia lista. Questo film, basato sull’amore per la musica, in particolare per il pianoforte, riesce a tenerti incollato allo schermo per più di due ore e mezza senza mai subire un momento di stanchezza, Un film emozionante, con una colonna sonora splendida e un magistrale Tim Roth nei panni del protagonista.

1999: Eyes Wide Shut.
Ci sono molti film in quest’anno, ma, nell’anno in cui morì il Magister Stanley Kubrick non si può tenere in considerazione l’ultima opera della sua vita e della sua straordinaria carriera, uscita proprio in quell’anno. Come avevo detto ieri, facendo le classifiche si sceglie un primo, ma il secondo e il terzo non è che facciano schifo. Qui si sceglie un primo, ma il secondo idealmente arriva quinto. Film allucinatorio, con ottime prove di Brad Pitt e di Nicole Kidman, tensione sempre palpabile e ritmi angosciosi. Un thriller fantastico!

2000: Memento.
Ottimo film di uno dei registi più in voga del momento, grazie alla recente trilogia di Batman. Ora tutti lo vogliono, ma questa sua seconda opera è un vero e proprio manifesto del suo stile di regia. La tecnica usata nel montaggio, assolutamente innovativa, fa entrare lo spettatore completamente dentro alla storia, immedesimandosi quasi completamente con le reali difficoltà del protagonista.

Anger Management


Era da un bel po’ che non parlavo di serie televisive. Così come era da un bel po’ che non ne iniziavo una nuova, più o meno da quando ho scritto la classifica delle serie della stagione. Oggi però è il momento di parlare di una serie tv, scoperta come molte delle mie scoperte quasi per caso, affidandomi a quanto ami il film a cui si ispira molto liberamente, ovvero “Terapia d’urto”

Anger Management
(stagione 1, episodi 1-7)
Rete Americana: FX
Creatore: Bruce Helford
Cast: Charlie Sheen, Selma Blair, Shawnee Smith, Daniela Bobadilla, Noureen DeWulf, Michael Arden, Derek Richardson
Genere: Sit-Com

La trama in breve: Charlie Goodson è un ex giocatore di baseball, costretto a ritirarsi per i suoi problemi nella gestione della rabbia. Dopo averli superati è diventato un terapista, specializzato proprio nella gestione della rabbia. Segue un gruppo di pazienti nel suo appartamento tramite metodi poco convenzionali, ha una figlia affetta da manie ossessivo-compulsive e una bellissima ex moglie a complicargli la vita.

Non sono un grandissimo fan delle sit-com. Ne seguo costantemente due, le altre o non mi piacciono, o non mi sono mai piaciute o non mi fanno ridere come dovrebbero. Mi sono avvicinato a questa serie proprio perchè ispirata al film “Terapia d’urto”, in cui la parte dello psicologo la fa il mio amatissimo Jack Nicholson.

Per questo sono partito con non tanta esaltazione per il suo genere, ma comunque curioso per ciò da cui prende ispirazione. Ci sono da dire un paio di cose che mi hanno lasciato abbastanza perplesso nel guardare questi primi sette episodi andati in onda. La serie è assolutamente centralizzata sulla figura di Charlie Sheen, attore di sit-com di grande successo negli Stati Uniti, guarda caso licenziato dalla Warner Bros e dalla serie “Due uomini e mezzo”, proprio a causa del suo caratteraccio.

Quasi nessuna caratterizzazione ulteriore viene data agli altri personaggi, che potenzialmente potrebbero essere davvero esilaranti, come il vecchio paziente Ed e la rabbiosissima Lacey. Così come il disturbo ossessivo-compulsivo di Sam, la figlia di Charlie, viene accennato con effetti piuttosto esilaranti nella prima puntata, ma poi non ci vengono più fatte vedere scene in cui questo suo problema è evidente. Potenzialità di risate mancate.

La serie effettivamente fa ridere, non così tanto, ma potrebbe fare molto molto di più.

Voto: 6-

Olimpiadi 2012 – Giornate 11 e 12


Due giornate senza medaglie per i nostri colori, cosa mai accaduta in questa Olimpiade, due giorni fa gli italiani in gara per una medaglia erano soltanto due, con pochissime speranze di vincere, così come nella giornata di ieri, che comunque ci ha regalato un altro bronzo virtuale dalla boxe e due semifinali nella pallavolo e nella pallanuoto maschili.

Intanto, a sorpresa, abbiamo ben due italiani nella finale del salto triplo, con buone possibilità di andare a medaglia a quanto pare, che sarebbe probabilmente l’unica grossa occasione per la nostra atletica.

Nella pallacanestro maschile bella la partita tra Spagna e Francia nei quarti di finale. Partita a lungo in mano ai francesi, che però nell’ultimo quarto segnano solo sei punti e perdono il pass per la semifinale contro una Spagna al di sotto delle proprie possibilità. 66-59 il finale. Stati Uniti che giochicchiando battono 119-86 la comunque coraggiosa Australia. 20 punti per Kobe Bryant, tutti segnati nel secondo tempo. Gli altri due quarti vedono la Russia avere la meglio sulla Lituania e l’Argentina sul Brasile. Le semifinali saranno Spagna-Russia, che sarà una bellissima gara sicuramente, e Stati Uniti-Argentina. Appuntamento a domani.

Ottimo il risultato dell’Italia maschile nella pallavolo. Vittoria per 3-0 contro i campioni olimpici in carica degli Stati Uniti, che, dopo un primo set giocato abbastanza alla pari, vengono letteralmente annichiliti sotto i colpi di Zeytzev e Savani, che non lasciano scampo agli statunitensi.

Ottima vittoria anche per la pallanuoto, che vince 11-9 contro i campioni olimpici in carica dell’Ungheria. Partita condotta dall’inizio alla fine che ci porta alla semifinale contro la Seriba, nella rivincita della finale mondiale dell’anno scorso. E bronzo assicurato anche nel pugilato, con Mangiacapre che si qualifica per le semifinali della categoria Superleggeri.

Un film all’anno dalla mia nascita – Episodio 1


E’ da tempo ormai che gira su internet questa specie di catena. Siccome, differentemente da tutte le altre, la ritengo molto interessante ho deciso, visto anche il periodo estivo, di sottopormi a questo. Ovviamente invito chi mi leggerà a condividere con me le sue opinioni. Ovviamente non devono essere film visti necessariamente in quell’anno (anche perchè fino al 93/94 non ho alcun ricordo e voglio vedere come avrei fatto a vedere i film a 3 anni o prima). Così come i film che considererò non saranno certo i capolavori dell’anno, ma film che ritengo rappresentativi della mia passione cinematografica o film che mi hanno particolarmente segnato durante il periodo in cui li ho visti.

1990: Nikita.
Di quel 1990 ci sono molti film degni di nota. Vedi “Edward mani di forbice”, “Balla coi Lupi” o “Il padrino – Parte III”. Però questo è il film che più di tutti mi ha fatto ricominciare ad apprezzare il cinema d’azione più recentemente. Uno dei miei primi approcci con Luc Besson, regista di cui comunque conosco molto poco, del quale non mi vorrò perdere il più recente “Lockout”. Una storia, quella di Nikita, che mi è piaciuta soprattutto per il modo in cui è raccontata e per una colonna sonora assolutamente sublime.

1991: Il silenzio degli innocenti.
Qui effettivamente c’è assolutamente poco da scegliere. Il film thriller per eccellenza, con un Anthony Hopkins e una Jodie Foster straordinari. Ricordo che quando lo vidi rimasi impressionato e assolutamente affascinato dal personaggio di Hannibal Lecter, tanto da apprezzarne in maniera molto particolare la sua inequivocabile intelligenza ed astuzia. Un capolavoro ormai d’altri tempi.

1992: Aladdin.
E’ stato difficilissimo per me trovare un film che rappresentasse questo anno. Non tanto perchè non ce ne siano di degni di nota, più che altro perchè, scorrendo su Mymovies (beh, concedetemelo, non ricordo gli anni d’uscita di tutti i film che ho visto), non ne riuscivo a trovare uno che avessi visto. Così, in momento di disperazione, ho dovuto rifarmi alla Disney. “Aladdin” non è il mio film preferito della Disney, quello lo vedrete “tra qualche anno”, ma è sicuramente uno di quelli che mi ha fatto più ridere, grazie soprattutto all’immensità del personaggio del Genio. Appunto, geniale!

1993: Jurassic Park.
In quest’anno ero indecisissimo. “Nightmare Before Christmas” e “Schindler’s List” a darmi problemi, ma poi ho dovuto optare per “Jurassic Park”, forse dei tre quello considerato meno unanimemente un capolavoro. Gli altri due mi piacciono tantissimo, ma “Jurassic Park” è il film che sento maggiormente mio. Poi hanno deciso di rovinarmelo con altri due inutilissimi capitoli (il terzo soprattutto). E poi si sa, la passione per i dinosauri quando si è piccoli colpisce tutti. Queste lucertole enormi e distruttrici.

1994: Forrest Gump & Il corvo.
Il 1994 è forse l’anno che racchiude il maggior numero dei miei film preferiti. Decido di elencarveli solo per farvi capire quanto mi sia difficile decidere. “Pulp Fiction”, “Il re leone”, “Intervista col vampiro”, “Le ali della libertà”, “Il postino”, oltre ai due da me citati. Cosa hanno in più di tutti gli altri? Probabilmente niente, ma il problema nel fare classifiche è che bisogna scegliere un primo, ma secondo, terzo e quarto non è che facciano schifo. Ho dovuto deciderne due alla fine, perchè non ce la facevo. Beh, “Forrest Gump” si sa perchè. Uno dei miei film drammatici preferiti, racconta una grandissima storia di speranza con in “sottofondo” la storia recente americana, oltre ad una grandissima musica. Lo amo talmente tanto da considerare “un crimine contro l’umanità” non averlo visto. “Il corvo” invece è stato uno dei primi film ad avvicinarmi al cinema d’azione, horror e gotico, con tante esplosioni e tante morti. Questo, quando avevo forse dodici anni. Entrato nella leggenda per motivi extra-cinematografici, purtroppo.

1995 Braveheart – Cuore impavido.
Anche qui, poca lotta. Ci sono belli di quell’anno “Seven” e “I soliti sospetti”, che hanno consegnato alla storia del cinema Kevin Spacey, ma Braveheart è stato forse uno dei primi film a riuscire a commuovermi. Una potenza tale sia nel personaggio storico (anche se a quanto pare qualche errorino nel film c’è), sia nella colonna sonora, sia nelle parole, epiche, pronunciate da William Wallace nei suoi tanti discorsi.

La memoria del cuore


Ne avevo parlato, abbastanza male, nell’articolo sulle uscite della settimana. Avevo parlato di quanto i film sentimentali mi facciano male, soprattutto perchè sono un bastardo cinico “pieno di odio verso il mondo”. Ecco, a volte però, bisogna ricredersi. Niente di nuovo sul fronte cinema, questo film l’ho già visto in altre salse molte volte, ma è molto molto meglio di quanto mi aspettassi.

USA, Brasile, Francia, Australia, UK, Germania 2012
Titolo Originale: The Vow
Regia: Michael Sucsy
Cast: Rachel McAdams, Channing Tatum, Sam Neill, Jessica Lange, Scott Speedman, Jessica McNamee, Lucas Bryant, Joe Cobden, Jeananne Goossen, Lindsay Ames, Sarah Carter
Genere: Sentimentale

La trama in breve: A seguito di un terribile incidente Paige, moglie di Leo da ormai cinque anni, perde completamente la memoria del suo passato recente, in particolare del tempo passato con Leo. Ricorda invece molto bene il suo periodo in Università, il suo vecchio fidanzato, la sua famiglia che non sa di avere abbandonato. Leo deciderà di starle accanto e farà di tutto per farle ricordare o farla nuovamente innamorare di lui.

Si può riuscire a far innamorare due volte la stessa persona? Io non ci credo assolutamente, ma in questo caso la situazione è un po’ particolare. Paige non lo conosce nemmeno suo marito, per lei tutto ciò che conoscerà di suo marito è cosa nuova. Nel film viene lasciato pochissimo spazio a scene in cui i due erano, felici, insieme. Ci viene fatto vedere lo strano matrimonio, qualche particolare della vita di Paige, ma non ci si sofferma troppo. Tutto il resto è il tentativo di Leo di riconquistare la donna che ha amato e che ama, che però a sua volta non si ricorda di quell’amore.

Un film che non ha molto di nuovo da offrire dal punto di vista narrativo. Trame del genere si sono viste, riviste e si rivedranno ancora moltissime volte, ma la bravura degli attori e del regista nel crearci l’atmosfera rende il film assolutamente coinvolgente e mai noioso. E poi, è ovvio, guardando un film così ti chiedi per tutto il tempo: “Ma questa, alla fine, si ricorderà tutto o no?”. La domanda in questione ha effetto colla sullo schermo, non ci sono vie di scampo.

Il protagonista maschile è Channing Tatum, che sta vivendo il suo periodo artistico d’oro in questo 2012. Prima il buon “21 Jump Street”, poi questo “La memoria del cuore” che non è assolutamente un film da buttare, poi a Settembre uscirà l’autobiografico “Magic Mike”. Insomma non si può dire che la sua carriera stia vivendo un momento di crisi. C’è un po’ da lavorare sull’espressività, ma in questo film offre comunque una buona prova. Invece la protagonista femminile, Rachel McAdams, esperta in questo genere di film, va bene sulla scena. Ruolo secondario per gli attori recentemente impegnati in serie tv. Sam Neill, reduce dal flop di Alcatraz, e l’ottima Jessica Lange, vista invece nel megasuccessone American Horror Story.

Un buon film, non un capolavoro del genere, coinvolgente si, ma non proprio un film da ricordare negli annali (OPS!)

Voto: 6,5

Battleship


Questo film, nel periodo in cui uscì, lo lasciai volutamente passare inosservato. Vuoi perché a breve sarebbe uscito The Avengers e bisognava darsi delle priorità, vuoi perché mi aspettavo una cagata di proporzioni bibliche. Il periodo più giusto per vederlo è decisamente questo, in cui il mio cervello ha poca voglia di pensare.

USA 2012
Titolo Originale: Battleship
Regia: Peter Berg
Cast: Taylor Kitsch, Alexander Skarsgård, Liam Neeson, Brooklyn Decker, Rihanna, Peter MacNicol, Tadanobu Asano, Hamish Linklater, Josh Pence
Genere: Azione

La trama in breve: Nel 2005 la NASA ha portato avanti il progetto Beacon, con il quale sta cercando di mettersi in contatto con il pianeta G, il più vicino alla Terra in grado di ospitare la vita. Nel 2012 la razza aliena in questione arriva sulla Terra, con lo scopo di preparare il terreno per una futura invasione. Per fare ciò gli alieni decidono di utilizzare il ponte di comando del progetto Beacon, innalzando una grossa barriera elettromagnetica che intrappola tre navi che stavano svolgendo un’esercitazione. Le tre navi rimarranno coinvolte nel combattimeto per scacciare la minaccia aliena.

Premettiamo giusto un paio di cose. Il film dichiaratamente si ispira al gioco da tavolo della Battaglia Navale. Ora, senza lasciarsi andare a lunghe digressioni su quanto l’idea potrebbe essere ridicola, mi dovete spiegare in che cosa questo film si ispira alla battaglia navale. Cioè, è un film in cui ci sono delle battaglie navali, ma di preciso, cosa c’entra con il gioco da tavolo? E’ semplicemente un film ambientato in mare in qui si fanno delle battaglie navali. E comunque, se veramente fosse ispirato come dichiarato al gioco della battaglia navale, sarebbe una gran bella idea del cazzo.

Mi aspettavo il peggio del peggio da questo film, lo pensavo come una delle peggiori uscite dell’anno, pur non offrendoci nulla nè dal punto di vista della trama, nè dal punto di vista della recitazione (d’altronde c’è Rihanna, che già di suo non sa cantare e sarebbe pure il suo lavoro, non è che ci si possa aspettare molto sulla recitazione), è un film non malaccio che si lascia guardare.

Esplosioni, esplosioni, esplosioni e ancora esplosioni sono il canovaccio che guida questo film, in cui però il tutto non vien preso sul serio, autoesaltandosi e pretendendo di essere u capolavoro, ma l’ironia la fa da padrone. Molte sono le battute che riescono a strappare un sorriso e le scene d’azione sono assolutamente godibili e ben fatte. D’altronde ci hanno spesona montagna di soldi, almeno quelle poche cose farle bene mi pare il minimo.

Gli alieni li vediamo imprigionati nelle loro navi e nelle loro corazze e vengono trattati in tutto il film come degli esseri impersonali. Potrebbe essere stato chiunque a voler distruggere la Terra che il risultato sarebbe stato lo stesso. Allo stesso modo i protagnisti non è che vengano ben caratterizzati, ci vengono fatti conoscere piuttosto poco, lasciando, forse anche giustamente, la loro storia in secondo piano.

Voto: 5,5