Un canestro per due


Ecco il nuovo articolo della rubrica “Film a Rimbalzo” che potrete anche leggere sul sito Slam Basket.

USA 1997
Titolo Originale: The Sixth Man
Regia: Randall Miller
Cast: Marlon Wayans, Kadeem Hardison, David Paymer, Michael Michele, Kevin Dunn
Genere: Commedia, Sportivo

La trama in breve: Anton e Kenny Tyler sono due fratelli che sin da piccoli hanno giocato insieme e condiviso la passione per il basket. La loro simbiosi continua fino al college, giocando entrambi per la squadra degli Huskies. Tra i due la vera stella è Anton, mentre Kenny si limita quasi sempre a fargli da spalla (in realtà il primo è il vero e proprio realizzatore, mentre il secondo sforna assist pazzeschi). Tutto fila liscio finchè durante una partita Anton ha un attacco di cuore e muore durante il viaggio in ospedale. Quando però tutto sembra perduto per la squadra degli Huskies, il fantasma di Anton ritorna, dando una mano non indifferente al fratello e all’intera squadra.

Il film ha una chiara impronta commediale. Ma come in tutti i film sullo sport c’è sempre e puntuale la riflessione su quanto valga la propria passione, sul credere in se stessi e sul vincere senza avere aiuti. E’ chiaro che la figura del fantasma di Anton sia un espediente sia per far ritrovare fiducia al fratello, sia per far riflettere gli spettatori sui sogni che vengono spezzati in modo assurdo e inspiegabile (e in un periodo in cui sono morti molti sportivi sul campo il discorso è quanto mai attuale).

Dal punto di vista della commedia invece il film potrebbe risultare ripetitivo, visto che gioca quasi sempre, a volte anche banalmente, sul fatto che Anton è visibile solo da Kenny e non da tutte le altre persone, giocando su movimenti e gestualità che si fanno quando si ha a che fare con un’altra persona, che però in questo caso è invisibile agli occhi degli altri. Paradossalmente le scene che mi hanno fatto più ridere sono quelle in cui la mascotte degli Huskies tentava di fare una schiacciata durante l’intervallo delle partite.

Dal punto di vista tecnico il film è molto semplice e lineare. Non vengono usati strabilianti effetti speciali, mentre le inquadrature giocano spesso col fatto che i giocatori non sono dei professionisti (quindi molte volte non viene fatto vedere il momento del tiro, e tante altre volte viene fatta vedere solo la palla che entra nel canestro).

Proprio per la sua impronta è un film che può essere guardato da tutti, anche dai non appassionati di basket, visto che comunque si poteva fare un film molto simile su qualsiasi altro sport. Inoltre il basket giocato non è assolutamente di alto livello, alternando momenti di simil-playground a momenti in cui vi sono azioni assurde, per la presenza in campo del “Sesto Uomo” Anton.

Giusto per aprire una parentesi e chiuderla subito, ridicolo il titolo italiano, che non rende assolutamente la metafora a cui si vuole alludere veramente parlando di “Sesto Uomo” così come invece si fa nel titolo originale.

Voto: 6,5

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