La fuga di Martha


Film della settimana, appena uscito, tra i pochi che mi ispiravano tra le uscite di questo weekend, di cui ho parlato in questo articolo, anche se molto brevemente. Storia difficile quella narrata, particolarmente difficile soprattutto da digerire, tanto che il risultato è stato abbastanza ambiguo e la parziale delusione sarà difficile da lenire.

USA 2011
Titolo Originale: Martha Marcy May Marlene
Regia: Sean Durkin
Cast: Elizabeth Olsen, John Hawke, Sara Paulson, Hugh Dancy
Genere: Drammatico, Thriller

La trama in breve: Fuggita da una casa in cui sono gli uomini a comandare e le donne trattate come schiave, Martha cercherà di rifarsi una vita a dalla sorella maggiore Lucy e dal cognato Ted. Ben presto si scoprirà che Martha viveva con una setta religiosa in cui venivano praticate violenze sulle donne, comandata da Patrick. L’esperienza nella setta però ha segnato gravemente la psiche di Martha, che ben presto dovrà fare i conti con il suo passato.

Come già detto in apertura questo è un film difficilissimo da digerire. Pesante come pochi sia per il tema che viene trattato, il chè potrebbe non essere cinematograficamente un male, sia per i ritmi con cui viene trattato, che secondo me sono eccessivamente lenti e discorsivi. Sarebbe forse stato meglio giocare un po’ di più sulla fotografia e sulle immagini, come ad esempio fatto in Hunger, a volte più efficaci delle parole dette dagli attori in scena.

La storia di Martha ci viene narrata tramite il parallelismo tra la vita con la sorella maggiore e quella precedentemente vissuta nella setta. La sua psiche è fortemente turbata, tanto da far sembrare normali alcuni atteggiamenti assolutamente condannabili. Molte cose tra l’altro non ci vengono spiegate affatto e lasciate all’immaginazione dello spettatore.

E se da una parte all’inizio sia Lucy che Ted accettano la condizione della ragazza, prima o poi entrambi dovranno fare i conti con i problemi che lei crea loro. Emblematicissimo il fatto che Martha durante tutta la durata del film non parlerà mai con Lucy di ciò che le è successo, lasciandolo però talvolta trasparire tramite alcuni atteggiamente assolutamente strani ed inspiegabili. La sorella però sembra non volerla ascoltare nè capire a fondo ciò che è veramente accaduto.

E’ un film su cui si potrebbero tirare fuori tantissime riflessioni e tantissimi temi, lascia fortemente l’amaro in bocca per la realizzazione e per la pesantezza con cui viene trattato il tutto. Un finale assolutamente aperto ad ogni possibilità che non funziona tanto quanto il finale, allo stesso modo aperto, ma splendido, di Another Earth, in un contesto in cui di capire se lei è diventata paranoica o qualcuno la sta veramente cercando per portarla indietro non è di certo la cosa importante su cui giocare per creare un finale del genere.

Voto: 6-

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