The Next Three Days


Visto l’altra sera questo film del 2010 con Russel Crowe, anche lui non poteva esimersi dal mio personalissimo commento.

La trama in breve: Lara Brennan viene accusata di omicidio e incarcerata. Il marito John Brennan è convintissimo che sua moglie sia innocente per cui decide di fare di tutto pur di liberarla di prigione. Dopo aver fallito i vari tentativi di ricorrere in appello e dopo un tentativo di suicidio da parte della donna sventato dalle guardie carcerarie, decide per il gesto estremo: pianificare un’evasione.

Il film rispecchia molto bene le sensazioni che prova la famiglia della donna, composta dal marito John e dal figlio George, nell’affrontare l’accaduto. Tutti credono ovviamente che la donna è innocente e grazie a questo anche lo spettatore si identifica nella condizione tanto da giustificare l’evasione. Nonostante tutto questo trovo che il film abbia avuto veramente poco da dire. Russel Crowe, di cui adoro molti film, offre una prova abbastanza anonima, di certo non alla sua altezza. E, tra parentesi, Luca Ward, bravissimo e storico doppiatore dell’attore, quando parla a bassa voce lo odio perchè non si capisce niente di quello che dice.

La trama mi sembra piuttosto sempliciotta, ok che quello dell’evasione e dei casi in cui qualcuno è accusato ingiustamente sono utilizzati e riutilizzati nel cinema, ma questo non aggiunge assolutamente niente di nuovo. Il finale del film poi è abbastanza scontato e non ti lascia alcuno spunto successivo.

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