Hunger


Torna in auge, almeno in Italia, il buon Steve McQueen, dopo il grande successo di Shame. Perchè dico almeno in Italia? Perchè, per chi non lo sapesse, questo Hunger è antecedente a Shame, è l’opera prima del regista in questione ed è anche relativamente datato. Il film infatti è stato girato nel 2008, ha vinto il premio come “Miglior Opera Prima” al 61° Festival di Cannes, ma qua in Italia non ce lo siamo filati fino a fine aprile/inizio maggio 2012. Perchè? E chi lo sa…

Regno Unito, Irlanda 2008
Titolo Originale: Hunger
Regia: Steve McQueen
Cast: Michael Fsssbender, Liam Cunningham, Stuart Graham, Brian Milligan
Genere Drammatico

La trama in breve: Il film si concentra sugli eventi antecedenti e sulla preparazione al secondo sciopero della fame, evento fondamentale nella storia irlandese, come protesta da parte dei carcerati repubblicani irlandesi del carcere di Long Kesh per l’ottenimento dello status di prigionieri politici. Il film si concentra in modo particolare sulla figura di Bobby Sands.

Mi è difficile fare considerazioni sulla trama del film, essendo un film storico che parla di una situazione che non ho mai conosciuto e che, sono convinto, a scuola nelle ore di storia non viene fatta studiare. Diciamo che l’effetto positivo che danno in me film del genere è quello di generare curiosità. Non è raro infatti che gente totalmente ignorante sull’argomento, dopo la visione di una pellicola che tratta un tema di un certo spessore vada ad informarsi su ciò che è avvenuto prima e dopo i fatti narrati.

Il film è, giustamente, un pugno nello stomaco. Inizialmente ci vengono raccontati i fatti con gli occhi di un nuovo detenuto del carcere di Long Kesh che, entrato nella sua cella ha subito a che fare con una realtà sconcertante. I detenuti stanno sostenendo da ormai quasi 4 anni uno sciopero dello sporco, vivono in cella nudi perchè non vogliono indossare la divisa carceraria, hanno decorato le pareti di ogni cella con le proprie feci e urinano in grossi secchi che una tantum vengono svuotati nel corridoio.

Oltre a tutta questa situazione, creata da loro stessi come protesta, sono costretti a subire le angherie delle guardie carcerarie, che ogni tanto prendono qualcuno a caso e lo costringono con la forza a lavarsi e gli tagliano capelli e barba, senza fare neanche tanta attenzione a ciò che viene tagliato. Inoltre ogni tanto, per non permettere l’arrivo di messaggi o aggeggi dall’esterno c’è l’ispezione, che avviene tramite un enorme pestaggio effettuato da guardie in tenuta antisommossa.

In un film in cui si parla veramente poco ha un’importanza capitale il lunghissimo discorso tra Sands e Padre Moran, in cui vengono spiegate le ragioni, le motivazioni, ciò a cui tutti quelli che aderiranno allo sciopero della fame andranno incontro. In questo discorso si vengono a scontrare i diversi punti di vista: quello di chi ne ha abbastanza e vuole, tramite un atto così eclatante, smuovere qualcosa, e quello di chi pensa che sia tutto un gesto irresponsabile per il numero di morti cui si potrebbe andare incontro.

Tecnicamente il film è realizzato in maniera magistrale, la fotografia è ottima, colonna sonora quasi inesistente per sottolineare l’assurdità della situazione. I protagonisti del film parlano pochissimo perchè l’intento è quello di far vedere allo spettatore, visto che in certi casi le parole sono inutili.

Voto: 9

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